Rubio a Roma, tra Vaticano e crepe atlantiche
La missione del segretario di Stato USA punta alla Santa Sede, ma diventa anche un tentativo di riaprire il dialogo con il governo Meloni dopo le tensioni sull’Iran: un segnale di centralità più riflessa che reale per l’Italia.

ANSA
Marco Rubio sarà a Roma questa settimana per una missione diplomatica che nasce innanzitutto attorno al Vaticano, con incontri previsti con Papa Leone e il cardinale Parolin in una fase segnata dalle tensioni aperte da Donald Trump contro la Santa Sede. Ma la tappa romana diventa anche l’occasione per riaprire un canale con il governo Meloni dopo settimane di frizioni sul dossier iraniano. Più che una visita pensata per l’Italia, dunque, è una visita centrata sul Vaticano che si allarga anche alla necessità di riallacciare il rapporto con Palazzo Chigi.
Il punto politico è proprio questo. Se il rapporto con Giorgia Meloni fosse davvero così solido come la propaganda del governo ha raccontato fin qui, non avrebbe bisogno di essere ricucito di sponda, dentro una missione costruita su un’altra priorità. L’Italia torna al centro, sì, ma in modo riflesso: non perché detta l’agenda, bensì perché si trova nel punto in cui una crisi nata altrove deve essere gestita. Ed è una differenza che pesa. Perché tra la narrazione di una leadership internazionale e la realtà di una centralità occasionale passa tutto lo spazio che separa l’immagine costruita dal potere reale.
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