L'ultima follia di Trump: vuole Infantino all'Onu
Sembra una barzelletta ma non lo è: Il presidente della Fifa, maggiordomo del tycoon durante i Mondiali, è il nome che Trump vorrebbe candidare alla successione di Guterres

ANSA
Che le Nazioni Unite se la passino male è come scoprire l’acqua calda. Ma per quanto male le si voglia, il solo pensare di avere come numero uno del Palazzo di Vetro Gianni Infantino, beh, questo sfocia nella crudeltà. Massì, Gianni Infantino, il maggiordomo di Trump ancora a capo della Fifa, le Nazioni Unite del calcio. Infantino, quello che il tycoon invitò, non si sa bene a quale titolo, alla cerimonia di inaugurazione di quell’inutile comitato di affari, e di amiconi miliardari amici di Trump, chiamato Board of Peace per Gaza. Massì, l’Infantino che pur di accontentare il suo idolo presidenziale, fa togliere il cartellino rosso al giocatore americano Falorin Balogun, cosa mai vista nella storia dei mondiali. Massì, l’Infantino che si fa fotografare raggiante nello Studio Ovale della Casa Bianca e che accompagna plaudente (tra i sonori fischi dello stadio) The Donald alla consegna della coppa del mondo alla Spagna dell’odiato Sánchez.
Ora, tanto bene si è comportato, il servile Infantino, che Trump ha avuto una idea...alla Trump. Cioè strampalata. Proporre il suo pupillo come prossimo segretario generale dell’Onu. «Ha fatto un lavoro fantastico. Pochi riusciranno a eguagliare i suoi successi», ripete Trump da giorni. È rispettato da tutti nel mondo e ha una speciale capacità di unire le persone", avrebbe detto il tycoon ai suoi confidenti in merito a una sua candidatura all'Onu. C’è un “piccolo” problema. Politico? Macché. Di assoluta mancanza di esperienza diplomatica? Non scherziamo. Di sicuro per Infantino, nota il New York Post, sarebbe una scelta costosa: al momento il suo compenso si aggira sui 6 milioni di dollari l'anno a fronte dei circa 418.000 netti che incassa Guterres. Ma la differenza la può mettere di tasca sua The Donald. Che dire: cartellino rosso per l’Onu.
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