Il laboratorio spagnolo che rilancia la sinistra europea
Crescita economica, lavoro stabile, investimenti pubblici e dialogo sociale fanno della Spagna un laboratorio progressista osservato in tutta Europa. Ma restano aperte le questioni della povertà e della redistribuzione della ricchezza.

ANSA
La Spagna, guidata oggi da Pedro Sanchez, è certamente un paese guida in Europa, e fonte di inspirazione per i progressisti a livello mondiale. Leva del compromesso parlamentare, certo precario, si basa sulla crescita economica coniugandola a benessere diffuso e partecipazione.
I risultati danno ragione a Sanchez.** Il Pil cresce del 2,8%, il maggiore dei grandi paesi Europei**, facendo scendere il rapporto debito /pil al 101%! Con grande sorpresa a Bruxelles e stupore negli ambienti del modo finanziario e politico. Particolare attenzione va rilevata alla qualità degli investimenti. Infrastrutture, trasporti, ricerca e digitalizzazione della pubblica amministrazione.
La credibilità del governo Sanchez trova riscontro positivo nella velocità di spesa, oltre cento Mld in tre anni, tra fondi strutturali e PNRR. Questa intelaiatura è stata sottoposta e approvata alle forze sociali, sindacali e parti datoriali che hanno sottoscritto un patto innovativo tre anni fa. In questo clima di fiducia e dialogo continuo, si sono poste la condizioni per una forte crescita economica, dei consumi e di una relativa redistribuzione della ricchezza. In questa cornice altro importante pilastro è stato il solenne accordo su lavoro del 2022.
Si è ridotta le precarietà, limitazione drastica dei contratti a tempo determinato, rafforzamento della contrattazione settoriale rispetto a quella aziendale. Regolamentazione specifica che inquadra i rider come lavoratori dipendenti, incentivo forte all’uso dei contratti a tempo indeterminato. Inoltre, a dicembre 2024 è stato siglato un ulteriore accordo sindacale per la riduzione dell’orario di lavoro settimanale, da 40 a 37,05 ore a parità di salario. Da questa importante cornice si pone particolare attenzione alla qualità e velocità delle infrastrutture a sostegno degli investimenti, in particolare trasporti ed energia.
Oggi la Spagna ha un sistema di traporti, merci e persone, considerato all’avanguardia in Europa. Da Gennaio 2026 i ragazzi sotto i 26 anni pagano un abbonamento mensile di 30 euro, valido per tutta la rete nazionale. Sul lato energia la Spagna può permettersi oggi di avere fonti diversificate, solare 33%, eolico 20%, idroelettrico 11%, nucleare 20% con centro unico di regolazione, offrendo a famiglie e imprese un costo energetico tra i più bassi d’Europa. Queste iniziative hanno contribuito a far scendere la disoccupazione a10,04%, dato più basso dal 2008. Certamente questo livello non può rendere sereni, sia per il governo che per le forze progressiste, ma conforta la strada intrapresa. Si segnala altresì, motivo di riflessione per le forze politiche in Italia, l’aumento della spesa per scuola e sanità.
Persiste un grande problema nella distribuzione della ricchezza che interroga tutti noi e certamente le forze politiche e sociali spagnole; la lenta capacità di distribuzione della ricchezza ai lavoratori e ai ceti meno abbienti. Oggi in Spagna si stima che circa 12,3 milioni di persone si trovino in una situazione di rischio o esclusione sociale; 9,7 milioni di persone vivono in povertà con un reddito annuale di 10.100 euro. Oggi la Spagna esprime ancora la più alta povertà infantile. Il nodo cruciale della distribuzione della ricchezza e sua relativa velocità può incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone. Dovremo continuare ad interrogarci, cercando strade nuove e soluzioni inedite ed innovative. “Cercare ancora “ ci spronava l’indimenticato Claudio Napoleoni.
Rimane il conforto che il “modello Sanchez” dimostra la possibilità di coniugare democrazia economica e democrazia sociale, inclusione e relativa serenità, in modo che ogni individuo possa riempire degnamente la propria esistenza.
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