Viva Buttafuoco, intellettuale libero

Roberto GramicciaFlusso Quotidiano
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ANSA

Che Buttafuoco sia un intellettuale di destra diverso e migliore degli altri lo dimostra la decisione che ha preso, in qualità di presidente della Biennale di Venezia. Riammettere la Russia alla prossima Biennale non è esattamente una bazzecola in un clima in cui la russofobia è diventata uno sport nazionale ed europeo. La posizione isterica di 22 dei 27 ministri di Cultura ed Esteri dei paesi dell'Unione europea, con la minaccia del taglio dei fondi dedicati, lo dimostra ampiamente. Come quella del nostro ministro della Cultura che ha espresso chiaramente un dissenso che amplifica i meriti del presidente della Biennale.

L'idea di non riconoscere all'arte, al libero pensiero creativo, il salvacondotto di cui dovrebbe godere per garantire l'incontro e il confronto fra paesi diversi anche in tempi di guerra è, infatti, non solo deprecabile, ma insulsa. Soprattutto in tempi in cui, se realmente si dovessero escludere tutti paesi in cui la democrazia è un ospite sgradito e che non rispettano il diritto internazionale (a partire dagli Stati Uniti), la Biennale semplicemente chiuderebbe.

Per la verità accanto a questa notizia meritoriamente controcorrente, c'è anche quella che fra i 111 artisti selezionati, non c'è nemmeno un italiano, a causa delle scelte operate dalla curatrice Koyo Kouoh. Sarà una cosa che non farà piacere alla Meloni e che misura quanto contiamo a livello internazionale nel sistema dell'arte, ormai governato dai capitali di potenti speculatori finanziari completamente disinteressati alla qualità. Siamo schiavi del mercato globale e noi in questo mercato non contiamo niente: è una notizia che qualcuno dovrà pure dare alla Meloni, cristiana, madre e patriota.