Virginia Libero e il coraggio di disertare la guerra

Gli attacchi della destra non cancellano il senso delle sue parole: ripudiare la guerra significa difendere la Costituzione e imparare dalla Storia.

Mario CiarlaFlusso Quotidiano
Virginia Libero

ANSA

Da giorni infuria una polemica sulle parole di Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, che ha rivendicato con forza una posizione pacifista, dichiarando: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i “disertori”». Da giorni le sue parole sono al centro di un duro attacco da parte di esponenti della destra, che le hanno contestato una posizione giudicata incompatibile con il sostegno all’Ucraina. Eppure, Virginia Libero ha semplicemente fatto ricorso alle parole e allo spirito con cui venne scritto l’articolo 11 della Costituzione: il ripudio della guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, uno dei più preziosi principi che le nostre madri e i nostri padri costituenti ci hanno lasciato per costruire Paese.

Il nuovo secolo, con l’ascesa dell’estrema destra, ha forse dimenticato con quanto fervore le generazioni che combatterono il terribile conflitto cercarono in tutti i modi di rinnegare e condannare lo strumento e il linguaggio della guerra? Nella seconda metà del secolo scorso, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, il pacifismo divenne una delle forme più significative della mobilitazione politica e giovanile. La guerra in Vietnam, le proteste nelle università e nelle piazze, il movimento contro gli armamenti nucleari: il rifiuto della guerra divenne una battaglia civile e politica, il segno di una generazione che aveva scelto di non considerarla più come un destino inevitabile.

Oggi, invece, sembra quasi necessario il dover giustificare le ragioni del no alla guerra. Ma il pacifismo non è un retaggio del passato: significa rifiutare la violenza come unica risposta possibile ai conflitti e difendere un principio sancito dalla nostra Costituzione. Diamo dunque il giusto significato alle parole di Virginia. Essere disertori può e deve significare avere compreso l’insegnamento della Storia e combattere per un domani migliore.

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