Venne la Magna Madre: il "caso Giuli" tra farsa e Accademia

Bruno GravagnuoloFlusso Quotidiano
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ANSA

Accadono cose strane tra Accademia e Ministero dei beni culturali. Il ministero di Alessandro Giuli, riporta il Fatto Quotidiano, ha stanziato 21mila euro per la ristampa in versione patinata della tesi di laurea del ministro, uscita nel 2012 quando non era ancora laureato per Settimo Sigillo, editrice di destra.

Il tema è il mito di Cibele, importato a Roma dall' Asia Minore. Tema arciesplorato. Nel 2025, fu ristampato come catalogo per la mostra "Magna Madre tra Roma e Zama", del novembre 2025 al Parco archeologico del Colosseo. Il 14 Aprile i Lincei glielo ripresentano a Palazzo Corsini a Roma in pompa magna. Edizioni L'Erma di Breitschneider. Titolo: "Venne la Magna Madre". Prezzo di copertina euro 140. Pare una farsa di Scarpetta.

Miseria e nobiltà del Minculpulp e della Accademia. Spiace che il presidente dell'Accademia Roberto Antonelli, filologo, il più grande studioso della scuola poetica siciliana e uomo di sinistra, in gioventù vicino all'operaismo e ad Asor Rosa, si sia adattato a questa presentazione inusuale di un testo qualsiasi, frutto di una tesi riadattata. Senza fare un plissé. Un unicum nella storia dei Lincei piena di studiosi di fama e di Nobel da Parisi alla chimica Bertozzi! Imbarazzante medaglia cerimoniale a Giuli quindi, di cui già conosciamo le banalità populiste sul Gramsci di destra. Che ricicla un suo scritto universitario del 2012 sul culto di Cibele.

Ma non è certo Mommsen, Burckhardt, Kereny o Jung. O Carandini! Certo, il libro con mostra oggi sta a Tunisi, al museo del Bardo. Nel grande quadro del Piano Mattei di Meloni. Alibi davvero straordinario. Ma perché questo encomio imbarazzante? Potere? Contributi e convenzioni per legge? Compiacenza? E che dicono gli studiosi Lincei del magnifico consesso? Abbozzano o masticano amaro? Solito andazzo e quieto vivere? Cosi va il mondo e con la destra ancora peggio. Altro che egemonia, questa è una contro storia alla Flaiano. Con gli studiosi sfortunati che salgono sul carro dei perdenti ormai. E la più prestigiosa istituzione culturale italiana, il fiore delle scienze, incorona nientemeno che Alessandro Giuli ex terza posizione, ex il Foglio, già cerimoniere della Giorgia almirantiana.

Vien voglia di rimpiangere il Marinetti in feluca. Lui almeno inventò il futurismo. Giuli un libro riciclato per una mostra, con alloro linceo chiavi in mano. Vorresti che calcolassi anche le battute totali (spazi inclusi) per questa versione definitiva?