Umanoidi al lavoro: la rivoluzione che cambia industria e società

Dai cantieri all’assistenza, i robot antropomorfi promettono più sicurezza e produttività, ma pongono nuove sfide per occupazione, welfare e diritti.

Dario GinefraApprofondimentiGUERRA
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AI

Il passaggio dal lavoro umano all'automazione avanzata, visivamente sintetizzato nel confronto tra la celebre immagine degli operai sospesi sul grattacielo e la sua riproduzione robotica, non è soltanto una suggestione artistica, ma rappresenta lo specchio fidato di una trasformazione industriale in piena accelerazione. Se la prima rivoluzione della robotica ha trasformato le linee di montaggio e l'intelligenza artificiale ha recentemente ridefinito il lavoro intellettuale, l'imminente diffusione degli umanoidi sta per fare il suo ingresso nella quotidianità, nei cantieri e nei servizi alla persona, ponendo la società di fronte a uno snodo epocale in cui gli aspetti positivi si intrecciano a rischi di natura sociale ed economica.

Da un lato, l'impiego di umanoidi nei contesti lavorativi ad alto rischio offre un vantaggio indiscutibile sul piano della sicurezza e della prevenzione degli infortuni mortali. Gli undici operai del 1932, seduti senza alcuna protezione a centinaia di metri d'altezza, incarnano una vulnerabilità che la tecnologia odierna può e deve eliminare.

Progetti avanzati dimostrano come questa prospettiva sia già realtà: gli sviluppi di Boston Dynamics con l'evoluzione del robot Atlas e del modello idraulico ed elettrico, o i test condotti da aziende del settore come Apptronik con il loro umanoide Apollo, mirano proprio a inserire macchine antropomorfe in ambienti non strutturati per svolgere mansioni pesanti o pericolose.

Parallelamente, nel campo delle costruzioni, progetti come il robot giapponese HRP-5P o le iniziative legate all'umanoide Phoenix evidenziano la possibilità di delegare i compiti fisicamente più usuranti a macchine guidate da sistemi di intelligenza artificiale o da operatori in remoto, azzerando quasi del tutto il pericolo per la vita umana sui cantieri.

Dall'altro lato, questa radicale sostituzione pone il problema inevitabile della riduzione dei posti di lavoro e delle sue conseguenze sulla tenuta del sistema sociale. La rapidità con cui questi modelli si stanno evolvendo, specialmente sotto la spinta delle aziende asiatiche e statunitensi come la cinese Unitree o Tesla con il progetto Optimus, rischia di creare un disallineamento profondo tra la scomparsa di professioni tradizionali e la creazione di nuove opportunità.

Senza un intervento regolatorio tempestivo, il venir meno di ampie quote di lavoro salariato metterebbe in crisi i sistemi previdenziali e l'erogazione dei servizi di welfare, fondati storicamente sulle imposte da lavoro dipendente. Diventa quindi urgente strutturare nuove forme di prelievo fiscale sui proventi derivanti dall'impiego degli umanoidi e dall'incremento di produttività generato dall'automazione, da destinare sia al sostegno del reddito sia alla riqualificazione professionale di chi vedrà la propria mansione del tutto automatizzata.

Le implicazioni di questo passaggio vanno ben oltre l'ambito professionale e investono campi strategici quali l'assistenza, la difesa e la conquista spaziale. L'introduzione di umanoidi nei servizi alla persona, ad esempio con piattaforme come Ameca sviluppate per interagire in modo empatico, solleva interrogativi etici sulla natura del contatto umano e della cura.

Nel settore militare, la prospettiva di impiegare sistemi robotici autonomi o semi-autonomi negli scenari bellici trasforma la guerra del futuro in una sfida tecnologica che rischia di abbassare la soglia di accesso al conflitto, mentre nell'esplorazione spaziale, come previsto nei programmi della NASA e della Cina per le future basi lunari e marziane, gli umanoidi saranno compagni indispensabili per preparare ambienti ostili prima dell'arrivo dell'uomo.

Spetterà dunque alle scelte politiche ed economiche dei prossimi anni stabilire se questo imponente salto tecnologico si tradurrà in un'effettiva evoluzione a beneficio della collettività o in una progressiva involuzione delle garanzie sociali.

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