Ucraina, il Donbass blocca ancora i negoziati
Dopo i colloqui di Mosca, Washington tratta con Kiev ma le posizioni restano distanti. Per Trump un accordo sarebbe decisivo in vista delle elezioni di midterm

ANSA
Di ritorno da Mosca, la delegazione americana è stata impegnata nella giornata di ieri in colloqui riservati con Kiev, nella prospettiva di una risoluzione del conflitto. Secondo le dichiarazioni dell’amministrazione statunitense, i risultati conseguiti finora sarebbero pochi. Le posizioni delle due parti restano granitiche: Zelensky rivendica l’integrità territoriale ucraina, mentre il Cremlino ribadisce gli originari obiettivi strategici del conflitto, invitando a tenere conto dei successi militari e della «situazione sul campo».
Tra le proposte presentate allo zar figurano il congelamento della linea del fronte, una consultazione popolare monitorata dall’Onu nelle regioni annesse da Mosca e la revoca delle sanzioni economiche. Proposte considerate irricevibili da Vladimir Putin, che ribadisce con fermezza la propria posizione sul Donbass. È una contrapposizione su obiettivi di natura strategica che, per il momento, non lascerebbe spiragli per una soluzione immediata, seppure temporanea, del conflitto.
Per l’amministrazione americana, nondimeno, la risoluzione della crisi rappresenterebbe un successo sostanziale in vista delle elezioni di midterm. Presentarsi all’elettorato con la «nona guerra risolta» potrebbe infatti attenuare la pressione popolare su molti fronti: dagli elevati costi del carburante alla guerra con l’Iran, osteggiata dalla società e dall’élite militare, fino alla possibile perdita di potere al Congresso. Uno scenario che rischierebbe di ridurre significativamente i margini di governo dell’amministrazione Trump e di far riemergere lo spettro dell’impeachment per il quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti.
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