Ucraina, chi decide la pace decide il futuro dell’Europa

Trump accelera, Putin non rinuncia ai suoi obiettivi e Kyiv difende la propria autonomia. L’Europa deve pesare sul negoziato da cui dipenderà la sua sicurezza.

Giovanni Battista De LupisFlusso Quotidiano
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ANSA

Donald Trump ha annunciato una tregua energetica tra Russia e Ucraina. Mosca l'ha respinta e continua a colpire le infrastrutture ucraine. Zelensky si dice disponibile a fermare gli attacchi alle raffinerie russe, purché Putin faccia altrettanto, e apre persino alla possibilità di indire nuove elezioni dopo un cessate il fuoco sufficientemente lungo da poterle organizzare. Il movimento ormai è chiaro. Trump vuole costringere le parti a trattare e usa tutto ciò che ha a disposizione per farlo: energia, rapporti economici, armi, intelligence, pressione politica. Putin prova a sfruttare questa accelerazione senza rinunciare agli obiettivi con cui ha iniziato la guerra. Zelensky cerca di impedire che il prezzo della trattativa sia lasciare ad altri la possibilità di decidere al posto degli ucraini. La pace resta l'obiettivo e conta moltissimo come ci si arriva.

Un accordo costruito sulla stanchezza della guerra può fermare i combattimenti e lasciare irrisolti i problemi che li hanno prodotti. I confini, le garanzie per Kyiv, la capacità militare russa, il futuro rapporto con Mosca: da queste scelte dipenderà la sicurezza europea per molti anni.
Trump ragiona secondo gli interessi americani. Una riduzione del prezzo dell'energia, un'intesa con Putin o la possibilità di presentarsi agli elettori come l'uomo che ha fermato la guerra hanno un valore politico preciso a Washington alla vigilia delle elezioni di midterm. Per noi europei il conto vero comincia il giorno dopo la firma. È questa la parte che dovrebbe preoccuparci di più.

Da quattro anni discutiamo di quanto aiutare l'Ucraina, quanto spendere per la difesa, quali sanzioni imporre alla Russia. Molto meno del peso che vogliamo avere quando si deciderà come finisce questa guerra. E quel momento sta arrivando. Se Washington e Mosca riescono a riaprire un negoziato, è una buona notizia. Se Kyiv può entrarci senza vedere il proprio futuro deciso altrove, ancora meglio. Ma un continente che vivrà direttamente le conseguenze dell'accordo deve avere la forza politica per contribuire a scriverlo. Perché la pace in Ucraina sarà anche il nuovo equilibrio dell'Europa. E sarebbe difficile spiegare agli europei perché quel nuovo equilibrio dovrebbero deciderlo gli altri.

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