Trump prepara l’alibi per la sconfitta

Tra minacce cinesi, immigrati “illegali” e nuove barriere al voto, il discorso alla nazione costruisce già la delegittimazione delle elezioni di midterm.

Paolo FuriaFlusso Quotidiano
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ANSA

Il discorso alla nazione di Donald Trump del 16 luglio 2026 ha due obiettivi. Il primo è cercare di recuperare qualche consenso in vista delle elezioni di midterm, attraverso una pletora di dichiarazioni supportate da dati facilmente contestabili, come quella sul tasso di omicidi al minimo dal 1900 (il Presidente conta tra gli omicidi anche le sparatorie commesse dall’ICE a danni di cittadini americani inermi?) o quella sull’aumento della ricchezza dell’America, mentre i salari reali del ceto medio-basso continuano a crescere meno dell’inflazione, secondo i più recenti dati della Bank of America Institute. Il secondo obiettivo è però quello che dovrebbe preoccupare i partner democratici di tutto il mondo: il tycoon ha costruito un teorema volto a delegittimare l’eventuale sconfitta della propria parte politica in vista delle prossime elezioni di midterm.

Il teorema si fonda sull’identificazione di due minacce: la Cina, naturalmente, che dal 2020 avrebbe sottratto 220 milioni di files relativi a elettori USA e che condizionerebbe l’esito elettorale dall'esterno; e gli immigrati, un quarto di milione dei quali sarebbe registrato illegalmente e non avrebbero diritto di voto. Per risolvere la seconda “minaccia”, ecco servito al Senato il S.A.V.E. ACT: un provvedimento che rende più burocratico e complesso l’accesso al diritto di voto, rendendo vincolante il possesso di documenti che oggi non lo sono e di cui milioni di cittadini regolari non dispongono. La prima “minaccia”, invece, non si affronta: nel caso in cui il risultato delle prossime elezioni non lo soddisferanno malgrado il S.A.V.E. ACT, Trump si sta preparando a dire che il sistema elettorale americano è fragile, condizionabile, inaffidabile, per cui se ne può tutto sommato fare a meno. La delegittimazione della sconfitta è pratica consolidata del capriccioso e senile miliardario temporaneamente alla guida della Casa Bianca: la violenza che ha fatto seguito all'elezione di Joe Biden rimane una pagina oscura della storia americana di questi ultimi anni. Una pagina del passato che, come si vede, potrebbe accadere di nuovo e in forma più brutale.

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