Trump incendia il Medio Oriente, l’Europa suona sul Titanic

La guerra rafforza il regime iraniano, destabilizza la regione e fa volare il petrolio. Davanti al disastro di Trump, l’Europa resta immobile.

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ANSA

Non ha cambiato il regime. Semmai lo ha rafforzato. Non ha aiutato il popolo iraniano a disfarsi di una feroce dittatura teocratica-militare., ma lo ha reso ancora più ostaggio degli ayatollah e dei pasdaran. Ha destabilizzato l’intero Medio Oriente. Sta strangolando l’economia europea con il prezzo del petrolio schizzato di nuovo alle stelle dopo la ri-chiusura dello Stretto di Hormuz e il possibile blocco dello Stretto di Bab al-Mandeb, nel Mar Rosso. Un disastro generale targato Donald Trump. Un giorno improvvido negoziatore, un altro commander in chief modello dottor Stranamore. Minaccia attacchi aerei massivi, prospetta un intervento boots on the ground (la lezione irachena non è bastata). Alla diplomazia delle chiacchiere ha sostituito quella delle armi. Da un fallimento all’altro.

La stampa mainstream registra gli eventi. Le cancellerie europee si dicono preoccupate ma restano imbelli di fronte al tycoon con l’elmetto. Il Governo italiano sembra in altre faccende affaccendato (cambio al Viminale, gli attacchi al sindaco di Bologna, il caso Roggero...). Intanto il Medio Oriente è un unico, immenso fronte di guerra: Iran, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein. E ancora: Yemen, Libano, Siria, Iraq, Territori palestinesi, Israele. E l’allarme rosso è scattato anche per l’Egitto e la Giordania. La politica diserta, l’Onu è evaporato. Non è “solo” la guerra in Medio Oriente. È il prodomo di una Terza guerra mondiale. Con l’Europa che assomiglia sempre più all’orchestra del Titanic.

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