Trump alza la pressione su Teheran: tregua a rischio e nuove minacce militari

Stallo sul nucleare iraniano, Washington valuta una nuova fase dell’operazione Epic Fury mentre Israele riceve nuove munizioni dagli Usa.

Michelangelo MetaFlusso Quotidiano
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ANSA

L’atmosfera irenica della visita in Cina della scorsa settimana non sembra aver tranquillizzato Donald Trump, che di ritorno da Pechino e presso il suo golf club in Virginia ha convocato una riunione straordinaria per discutere del dossier iraniano. Le ultime 24 ore, infatti, sono state caratterizzate dal susseguirsi di eventi e dichiarazioni con lo scopo di aumentare la pressione diplomatica sull’Iran per il raggiungimento di un accordo. La mancata risoluzione della questione nucleare, fattore dirimente per la risoluzione del conflitto, ha spinto il presidente Trump a rinnovare le minacce sull’interruzione della tregua, con l’ipotesi di riprendere i bombardamenti sugli obiettivi militari ed energetici sul suolo iraniano. Come confermato da alcuni funzionari americani, la nuova riunione del Consiglio di Sicurezza stabilita per questa settimana e l’invio di un carico di munizioni a Israele sembrerebbero confermare tali intenzioni.

Nel frattempo, non si notano progressi sostanziali nei tavoli negoziali, sui quali le delegazioni dei due paesi si stanno scambiando le nuove bozze dell’accordo che dovrebbe porre fine alla guerra. Tra i termini pervenuti, si annota la proposta americana di una riapertura di Hormuz in cambio di una sospensione delle sanzioni contro Teheran. Tuttavia, la disponibilità della Repubblica Islamica di fare un passo indietro sulla potente leva energetica sarebbe legata proprio alla questione nucleare: il netto rifiuto iraniano all’ipotesi americana di uno smantellamento del programma atomico starebbe prolungando lo stallo negoziale ed “esaurendo la pazienza” del presidente Trump, che secondo alcune fonti governative starebbe considerando l’attuazione della nuova fase dell’operazione militare Epic Fury, allontanando tuttavia il raggiungimento di una soluzione diplomatica del conflitto.

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