Tra memoria e futuro, la sinistra cerca una nuova voce

ANSA
Intenso dibattito al circolo PD di Ponte Milvio, storica sezione legata a figure come Enrico Berlinguer e Massimo D'Alema, in occasione della presentazione del libro “C’era una volta l’Unità” di Strisciarossa, che raccoglie 42 testimonianze di giornalisti del quotidiano.
Oltre a D’Alema, sono intervenuti Livia Turco, Federico Geremicca, lo storico Miguel Gotor, Fabio Martini e il direttore di Strisciarossa Pietro Spataro. L’incontro ha superato la semplice nostalgia, toccando temi cruciali: le radici della sinistra, la storia italiana, il caso Sequestro Moro e la crisi attuale dei partiti. Gotor, sollecitato da Martini, ha avanzato l’ipotesi di un ruolo dei servizi israeliani nella gestione di alcuni aspetti oscuri della vicenda Moro, inserendola in uno scenario geopolitico più ampio che, oltre all’asse USA-URSS.
Turco ha invece ricordato come l’Unità fosse una comunità di milioni di persone, sottolineando oggi il bisogno di ricostruire legami politici e umani capaci di contrastare solitudine e insicurezza sociale. D’Alema ha offerto una riflessione autocritica sul percorso del PD, definito troppo “liquido” e subalterno alle spinte anti-politiche dagli anni ’90 in poi. Ha inoltre confermato, come raccontato da Geremicca, di essere stato ignaro della svolta della Bolognina, arrivata nel novembre 1989 mentre si trovava in barca.
Al centro del dibattito è rimasta una domanda: ricordare l’Unità è solo esercizio di memoria o può diventare progetto per il presente? Spataro e Gotor hanno posto il tema di una nuova informazione autonoma di sinistra, oggi frammentata tra media generalisti e rete. La chiusura definitiva del giornale nel 2017 – non inevitabile – pesa ancora, così come il mancato rilancio nonostante tentativi di ricapitalizzazione.
Oggi, però, molti vedono segnali di risveglio progressista, a fronte di una destra più organizzata anche sul piano mediatico. Da qui l’idea: costruire un nuovo progetto editoriale, magari un piccolo giornale cartaceo e digitale, con un’identità chiara – una possibile “Unità democratica” – capace di rafforzare cultura politica e spazio pubblico della sinistra. Non solo una questione economica, ma soprattutto di volontà politica.