Torino, il futuro secondo Elkann: startup e IA

Alle OGR debutta Wave by Vento, tra spazio, robotica e biotech. La sfida italiana: trasformare ricerca e capitali in imprese e occupazione qualificata.

Gaia BrambillaFlusso QuotidianoECONOMIALAVORO
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Sotto ad una leggera pioggerellina autunnale, alle 8 del mattino, le porte delle OGR di Torino, a due passi dal Politecnico, si sono aperte su un’altra idea d’industria. Dove per quasi un secolo hanno risuonato i colpi delle officine che riparavano locomotive e vagoni, oggi si parla di startup, deep tech, intelligenza artificiale e venture capital. Qui John Elkann, CEO di Vento, ha inaugurato Wave by Vento, la kermesse dedicata all’innovazione e al progresso tecnologico.

Nate nel 1895, le Officine Grandi Riparazioni arrivarono a occupare 190 mila metri quadrati e a impiegare 2 mila lavoratori. Chiuse negli anni Novanta, sono state recuperate come hub per cultura, tecnologia e innovazione. Un percorso che racconta, quasi ironicamente, la trasformazione dell’economia globale.

Wave, già Italian Tech Week, riunisce per tre giorni founder, investitori, grandi imprese e protagonisti internazionali, per connettere capitale, competenze e nuove imprese. «Dobbiamo generare opportunità e accelerare», ha detto Elkann, sottolineando poi che l’AI è paragonabile alla scoperta del fuoco e che siamo ancora agli albori di questa tecnologia. Vento punta a sostenere oltre mille società nei prossimi dieci anni; nel primo decennio ne ha accompagnate 220, con 3 mila posti di lavoro e circa 3 miliardi di valore generato, secondo i dati presentati in conferenza stampa. E quale futuro per l’industria di Torino? Spazio, robotica e biotech (ma senza auto, ndr), dice Elkann.

Per il futuro industriale e tecnologico del paese, però, la questione non è solo quante startup nasceranno, ma se l’Italia saprà trasformare ricerca, talento e capitale in imprese che crescono, creano occupazione qualificata e competono sui mercati globali.

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