Tajani temporeggia, Salvini si arruola tra i coloni

L’Italia rifiuta l’embargo sui prodotti degli insediamenti illegali. Il leader leghista, intanto, attacca anche i registi israeliani di Naza.

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ANSA

Antonio “il temporeggiatore”, al secolo Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio. Quando si tratta di agire nei confronti del peggior governo nella storia di Israele, il titolare della Farnesina sceglie sempre di non scegliere. Puntualizza, usa qualche affermazione dura e poi...poi niente. La riprova la si è avuta ieri nel suo intervento alla Camera sul Question time di Avs. L’Italia non si allinea all’iniziativa dei 12 Paesi (11 dei quali europei) che hanno deciso l’embargo sui prodotti degli insediamenti illegali in Cisgiordania. Antonio “il temporeggiatore” chiama in causa l’Europa (dimenticando che in quella sede l’Italia, assieme alla Germania , si oppose al blocco degli accordi commerciali dell’Ue con Israele) e scarica il da farsi su Bruxelles.

Una linea falsamente “attendista” che di fatto maschera, dietro condanne di circostanza verso le frange più violente dei coloni, la sostanziale inerzia del governo italiano in Palestina e più in generale in Medio Oriente. Illuminante è la presidente del Consiglio che a più riprese, in Parlamento come nei consessi europei, ha affermato che il riconoscimento dello Stato palestinese sarebbe “controproducente”. Controproducente per chi, verrebbe da chiederle. Non certo per i palestinesi, ma sicuramente per il governo Netanyahu-Ben-Gvir, che ha fatto di tutto, a partire dalla forsennata colonizzazione della Cisgiordania, per rendere impraticabile una soluzione a due Stati.

Al vicepremier “temporeggiatore” si accompagna l’altro vicepremier “colono”: Matteo Salvini. Il quale, dopo essersela presa con il pubblico “pro-Pal” di Venezia reo di aver tributato 25 minuti di applausi al film documentario Naza, e con la giuria, anch’essa pro-Pal, che l’ha premiato, ha tradotto in italiano le invettive lanciate contro i registi di Naza da Netanyahu, Ben-Gvir e dal ministro della Cultura israeliano Miki Zokar, , avvertendo che “la caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico”. Insomma, pure due ebrei israeliani - Yuval Abraham e Rachel Szor i registi di Naza- sono dei pericolosi “antisemiti”.

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