Tajani esulta, l’Italia paga: altri 14,9 miliardi per il riarmo

Dal fondo Safe al 5% del Pil: dopo mezzo trilione speso dal 2010, la traiettoria Nato potrebbe costare all’Italia altri 498 miliardi entro il 2035.

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Annuncia fiero il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Chiederemo il fondo Safe per l’acquisto di armi». La stampa mainstream amplifica mediaticamente e quantizza: l’Italia prenota 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, conferma il tremebondo titolare della Farnesina. Che cosa ci sia da rallegrarsi e farsi vanto è difficile comprenderlo, tantomeno giustificarlo. Un mondo con più armi è un mondo meno sicuro. Ma l’Italia continua a spendere miliardi in questa folle corsa al riarmo. L’Osservatorio Mil€x sulle spese militari, è un think tank tra i più seri e documentati quanto al monitoraggio delle spese militari. Nel proprio Annuario 2026 Mil€x rimarca che integrando le stime annuali dal 2010 al 2026, «si ottiene un totale di spesa militare sugli ultimi 17 bilanci che supera i 429 miliardi correnti» (circa 503,6 miliardi, cioè mezzo “trilione” a valori costanti odierni).

La lettura in euro costanti evidenzia come lo shock inflattivo del 2022-2023 abbia assorbito quasi per intero gli aumenti nominali post conflitto in Ucraina, con un vero “salto reale” del riarmo concentrato nel biennio 2025-2026. Ma è sugli acquisti di armi che la ricostruzione pluriennale è più̀ netta: dai 3 miliardi annuali del 2006 si passa ai 13,2 del 2026 (dato più che quadruplicato e totale di circa 138 miliardi nel ventennio) con una concentrazione fortissima negli ultimi anni: i soli esercizi 2023-2026 valgono oltre 46 miliardi per il procurement militare. I più recenti Documenti Programmatici Pluriennali della Difesa proiettano a oltre 130 miliardi il costo di nuovi sistemi d’arma nei prossimi quindici anni, di cui 35 già definitivamente stanziati. E la nuova stima Mil€x dell’impegno decennale aggiuntivo per la traiettoria NATO al 5% del PIL entro il 2035 (confermata dal Governo dopo il vertice di Ankara di luglio 2026) è di circa 498 miliardi, più onerosa dei 445 calcolati un anno prima: il profilo di spesa scelto concentra gli aumenti già nel prossimo biennio. Ministro Tajani, errare è umano, perseverare... E Trump gongola.

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