Speculazione e propaganda: le “grida” di Meloni sui carburanti

Francesco D'AgrestaFlusso Quotidiano
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ANSA

Giorgia Meloni promette di colpire gli speculatori responsabili dell’aumento dei carburanti. L’annuncio ricorda le grida manzoniane: proclami solenni destinati a restare per lo più lettera morta.

Perché il punto è semplice: la speculazione non è una deviazione del capitalismo finanziario, ne è una delle forme strutturali e fingere di scoprirlo oggi significa mentire sapendo di mentire.

Le tensioni energetiche di queste ore nascono da una nuova escalation militare e bisogna avere il coraggio di prendere le distanze dall’azione militare promossa da Donald Trump.

Allo stesso tempo serve una strategia di lungo periodo. Come ha sottolineato il Forum Industria del PD nel suo Libro Verde, energia e carburanti, sono asset strategici che determinano il costo della vita e la competitività dell’intero sistema economico. Lasciarli completamente esposti alla volatilità dei mercati finanziari significa accettare che ogni crisi internazionale si traduca automaticamente in un aumento dei prezzi.

Serve pertanto una direzione pubblica degli asset energetici strategici, capace di orientare il mercato e ridurre gli spazi della speculazione. Solo così si passa dalla propaganda alla politica economica.

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