Se Trump minaccia la NATO, l'Europa ribadisca la sua autonomia

Trump torna a ricattare gli alleati, rei di non averlo aiutato nella sua guerra imperialista, e minaccia di lasciare la Nato. Ora l'Europa ha due strade: rimanere subalterna o rivendicare e ribadire la propria autonomia politica

Sossio BarraFlusso Quotidiano
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Trump minaccia l’addio alla Nato. Per l'ennesima volta, il tycoon utilizzzando l'arma del ricatto a seguito dell mancato sostegno militare in Iran (almeno per ora) da parte degli alleati europei, spiana un’autostrada al Vecchio Continente. Una vera e propria alternativa politica e culturale per l’UE, costretta perennemente a subire le giravolte del presidente americano sotto ogni punto di vista: politico, economico, sociale. Ebbene dinanzi allo scenario fin qui descritto l’Europa ha il dovere di “dichiararsi” autonoma all’interno della Nato. E non più subalterna alle volontà a geometria variabile di Donald Trump.

Bisognerebbe puntare ad un’autonomia innanzitutto politica, che punti a unire i partner europei che non si rivedono nel quadro geopolitico voluto dallo stesso Trump. Un quadro incentrato sulla guerra come strumento per imporre la propria visione imperialistica su quella parte di mondo non allineata e, molto spesso, ricca di materie prime. Peraltro, come già sostenuto dall’ex capo dell’antiterrorismo statunitense Joe Kent, l’Iran non è mai stata una minaccia. Né per gli Usa e né per l’alleanza atlantica. Di conseguenza “decadrebbe” il fatidico articolo 5 della Nato secondo cui un attacco a un paese membro viene considerato una minaccia all’intera alleanza, a quel punto obbligata a difendersi militarmente dal nemico. Può dunque l’Europa difendere i principi fondativi della Nato collocandosi autonomamente nell’alleanza? Riportando al centro del dibattito le regole del gioco? Dovrebbe essere una posizione di assoluta responsabilità che procede nel solco delle condizioni di vita del popolo europeo.