Se l'ex radicale Elio Vito deve spiegare la storia a Tajani

ANSA
È passato quasi inosservato il j’accuse di Elio Vito contro Antonio Tajani. Ve lo ricordate Vito, l’ex giovane radicale fedele servitore del ventennio berlusconiano? I fatti sono questi: Tajani, per difendere il governo, ha riesumato l’antico luogo comune: il governo di Massimo D’Alema avrebbe partecipato all’intervento militare in Serbia senza discuterne in Parlamento.
Peccato che non sia vero, ci ricorda Elio Vito. Le Camere furono informate, ci fu un dibattito parlamentare e il centrodestra votò a favore.
Il che rende l’argomento di Tajani doppiamente goffo: per difendere il governo di oggi attacca la sinistra di ieri e finisce per smentire la linea che il suo stesso partito tenne nel 1999.
È qui che il pezzullo di Vito sull’Huffington Post diventa quasi divertente. Per difendere la memoria di Berlusconi, l’ex fedelissimo si trova costretto a ristabilire la verità storica sul governo D’Alema. Una scena che racconta molto dello stato mentale di Forza Italia: annebbiato. Da un lato la dirigenza attuale che, pur di fare polemica spicciola, riscrive la storia del proprio partito. Dall’altro chi, ricordando semplicemente i fatti, la rimette in ordine. Elio Vito non è più in Forza Italia, tornato all’amore giovanile del partito radicale. Ma c’è da scommettere che qualche vecchio cuore berlusconiano abbia goduto alla lettura dell’amarcord.