Patrioti con le forbici: dividere l'Italia per tenere unita la destra

Salvini incassa l’autonomia, Meloni salva la maggioranza. Il prezzo dell’accordo è un’Italia più divisa, dove i diritti dipendono dal luogo di nascita.

Enrico RossiFlusso QuotidianoPOLITICAAUTONOMIA
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ANSA

Per piantare la sua bandierina al congresso della Lega, e essere riconfermato segretario, Salvini strappa la bandiera nazionale. E i patrioti di Fratelli d’Italia gli tengono ferma la stoffa affinché le forbici possano tagliare meglio.

Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle intese sull’autonomia differenziata e ai relativi disegni di legge per Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Il provvedimento dovrà ancora passare dal Parlamento. Ma il trofeo politico è già pronto: Salvini potrà esibirlo al congresso del 24 e 25 ottobre, mentre Calderoli rivendica una vittoria storica della Lega.

È questo il metro con cui si decide il futuro del Paese? Le difficoltà di un segretario e gli equilibri di una maggioranza valgono forse di più dell’unità del Paese?

Ho governato una Regione per venti anni, di cui dieci come assessore alla sanità e dieci come presidente. So quanto contino l’autonomia, la responsabilità degli amministratori, la capacità di organizzare servizi vicini alle persone. Ma proprio per questo rifiuto la confusione fra autonomia e privilegio dei più forti e dei più ricchi. Le Regioni devono contribuire a rendere effettivi gli stessi diritti, non diventare strumenti per allargare le distanze fra cittadini.

La questione non è difendere ogni ufficio romano ma impedire che la forza economica e contrattuale di un territorio determini il valore della cittadinanza. Un malato non vale meno perché nasce in Calabria anziché in Lombardia e un bambino non deve ereditare, insieme al luogo di nascita, una condanna a servizi peggiori.

La Corte costituzionale ha già colpito parti importanti della legge Calderoli e chiarito che non si possono trasferire intere materie in blocco: occorre motivare le singole funzioni, rispettando l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica.

Tuttavia, non si deve nascondere che l’autonomia così come concepita dalla Lega aumenterà i divari e spingerà inevitabilmente nella direzione di un ritorno indietro, all’illusione che sia preferibile la separazione e non la cooperazione tra territori. L’Italia ha bisogno di ricucire le fratture, non di dare loro una veste istituzionale, ha bisogno di più solidarietà e non di più egoismo.

E Meloni e Fratelli d’Italia? Quelli della patria a ogni comizio, dell’inno, del tricolore, dell’orgoglio nazionale? Quando si tratta di tenere insieme il governo, scopriamo che l’unità del Paese è negoziabile. La poltrona no.

Salvini porta a casa la bandierina. Meloni conserva la maggioranza. Il conto lo pagano gli italiani, soprattutto quelli che avrebbero più bisogno di uno Stato capace di garantire diritti uguali.

Patrioti sul palco e divisori dell’Italia nelle scelte di governo.
Si svela così un altro grande bluff di questa maggioranza. Un bluff che può trasformarsi in un boomerang, se il campo largo saprà dare battaglia con determinazione, facendo dell’unità del Paese, della solidarietà tra i territori e dell’uguaglianza dei diritti una bandiera comune e un impegno irrinunciabile.

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