Partecipate di Stato, le nomine aprono la campagna elettorale del governo

ANSA
La lista dei nominati alla guida delle partecipate di Stato diffusa ieri dal ministero dell’economia e delle finanze presenta alcune conferme come nel caso di ENI e alcuni cambi al vertice: il più significativo appare quello di Leonardo.
Leonardo (ex Finmeccanica) si occupa, tra le altre cose, di aerospaziale, elicotteri civili e militari e, soprattutto, di difesa e sicurezza. La sostituzione di Roberto Cingolani alla guida della partecipata, che in questo contesto di crisi globale è sicuramente strategica insieme a ENI per il Paese, è quella che fa più rumore. Cingolani, che è stato anche ministro dell’ambiente e poi della transizione ecologica nel governo Draghi, ha guidato l’azienda dal 2023 ad oggi su scelta della presidente Meloni; il suo successore designato Lorenzo Mariani è sostenuto da tempo dal ministro Crosetto. Mariani è da 34 anni in Leonardo, è un manager esperto di industria e produzione bellica: nel 2023 fu indicato come condirettore generale al fianco dell’amministratore delegato, per molti sarebbe stato il “braccio operativo” della visione strategica di Cingolani anche se circa un anno fa ha lasciato il ruolo per tornare al consorzio missilistico che ha seguito sino ad oggi.
La sostituzione alla guida di Leonardo sembra essere, quindi, l’esito di un processo iniziato tempo fa e che vede come esito la nomina di una figura sicuramente preparata, ma allo stesso tempo di garanzia per il ministro della difesa. L’ex amministratore delegato ha pagato anche il “Michelangelo Dome”, come riporta oggi il Corriere della Sera, in un articolo a firma Andrea Ducci, l’avvio dello scudo anti missili vettori e droni avrebbe messo in allarme alleati come USA e sarebbe solo l’ultimo episodio di un’autonomia di azione e scelta poco apprezzata dalla presidenza del consiglio. Questa nomine cadono in un momento particolare per il governo: nel dibattito di ieri alle camere la presidente Meloni ha di fatto avviato la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche e appare chiaro che intenderà affrontarle da Palazzo Chigi e con attorno un “fortino” di assoluta fiducia a difesa dell’azione di governo. Energia e difesa sono centrali nella prospettiva dei prossimi mesi, dal governo sembrerebbero aver preso la decisione di “blindare” la loro visione strategica, ma è anche quella che serve al Paese?