Onorato, il civismo contro la politica del «non si può fare»
Dal 23 al 25 ottobre a Roma gli Stati generali di Progetto Civico Italia: amministratori e leader progressisti si confrontano su risorse, riforme e fiducia.

ANSA
Progetto Civico Italia, il soggetto politico lanciato nei mesi scorsi da Alessandro Onorato con l’obiettivo di riportare comuni e amministrazioni al centro della scena politica, continua a prendere forma. Gli Stati generali del neonato partito, in programma dal 23 al 25 ottobre a Roma, sono un banco di prova programmatico cruciale in vista dei prossimi appuntamenti. Dopo aver governato Roma con il sindaco Gualtieri in un’esperienza di rilancio della città, Alessandro Onorato porta allo Shangri-La la sua rete, i leader progressisti e un programma che promette di indicare risorse e tempi delle riforme. La scommessa riguarda tutta la coalizione progressista: recuperare un insediamento sociale, parlare a chi fatica a riconoscersi nei partiti, dare credibilità al cambiamento.
Per una forza nata attorno agli amministratori locali, la sfida è tradurre quella prossimità in una partecipazione stabile, capace di incidere sulle scelte del Paese e sulla distribuzione del potere. Il titolo della tre giorni, «Non si può fare», prende di mira la rassegnazione diventata spesso un alibi della politica. Onorato annuncia un piano industriale per l’Italia, elaborato attraverso venti centri studio con il contributo di oltre ottocento persone. L’impegno che si assume Progetto Civico Italia è quello di accompagnare le proposte con coperture economiche e scadenze. Si tratta, con tutta evidenza, di un metodo che può restituire serietà e una prospettiva reale alla discussione pubblica, troppo spesso colma di proposte fantasiose e irrealizzabili. Nei laboratori del movimento trovano spazio lavoro, fisco, Mezzogiorno e transizione ecologica e misure di sostegno e supporto alle famiglie, come la gratuità degli asili nido.
Il programma della tre giorni romana mette insieme interlocutori diversi. Sono annunciati Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Stefano Bonaccini, i sindaci Roberto Gualtieri e Gaetano Manfredi, i presidenti di Regione Michele De Pascale, Stefania Proietti ed Eugenio Giani. Il confronto con Enzo Maraio apre il dialogo con i socialisti; l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci porterà sul palco una responsabilità di governo con cui misurarsi. La presentazione conclusiva delle proposte è prevista per la giornata di domenica, quando si tireranno le fila di un confronto che potrebbe restituire un’idea più chiara delle ambizioni di Progetto Civico.
La scelta di partire dai Comuni risponde a una difficoltà che il centrosinistra conosce bene: nei territori riesce ancora a costruire con i propri elettori un rapporto di fiducia e dialogo costruttivo che fatica a ritrovare su scala nazionale. Un patrimonio su cui vuole puntare Onorato che, dall’autunno 2025, lavora per portare su scala nazionale le buone pratiche dei territori. L’assemblea del 12 giugno, alla presenza anche di Schlein e Conte, ha segnato il passaggio dalla rete al partito e avviato un percorso politico ambizioso. Dentro questo percorso c’è una domanda che riguarda tutta la sinistra: come recuperare la fiducia degli elettori? L’obiettivo è trasformare il civismo in cultura politica e misurarsi, a livello nazionale come già accade sui territori, con bisogni, conflitti e aspettative dei cittadini.
Attorno a questa intuizione è cresciuta nei mesi una rete che a settembre, secondo Onorato, contava dodicimila iscritti e una presenza in oltre mille Comuni. Alla vigilia degli Stati generali il fondatore rivendica l’appoggio da parte di più di mille amministratori. La strada da fare è, certamente, ancora tanta, ma nel frattempo Progetto Civico inizia ad incassare i primi consensi, segno che il percorso intrapreso è quello giusto. Only Numbers, nella rilevazione del 14-15 ottobre presentata a Realpolitik, attribuisce a Progetto Civico l’1,3%. Numeri che mostrano quanto lavoro resti per tradurre le relazioni costruite nei territori in una scelta di voto nazionale.
I primi mesi hanno consentito a Onorato di entrare nel confronto fra le forze progressiste con un’organizzazione e una proposta. Adesso il peso del progetto dipenderà dalla sua capacità di coinvolgere ed allargare la partecipazione. È su questo che gli Stati generali serviranno a confermare il lavoro fatto in questi mesi e quanto quella rete saprà dare voce a chi oggi si sente escluso e rendere credibile la possibilità di cambiare le cose. Per il centrosinistra, recuperare quella fiducia significa tornare a costruire una forza popolare.
Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa
Abbonati