Oltre la rassegnazione: perché leggere il saggio di Giovanni Marconi ci aiuta a costruire l’alternativa
Il libro di Giovanni Marconi propone soluzioni concrete per rilanciare ceto medio, lavoro, welfare e partecipazione democratica con una visione di sinistra.

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Una nuova idea di paese – dal probabile declino alla possibile rinascita è il titolo del libro appena uscito di Giovanni Marconi (ed. Rubbettino, 2026, con Prefazione della Vicepresidente del PD On. Chiara Gribaudo) e ne condensa – in maniera riuscita - l’intento: indicare possibili soluzioni ai principali problemi italiani del nostro tempo, dalla crisi del ceto medio all’indebolimento della democrazia.
Le poco più di cento pagine del volume hanno il pregio, per chi scrive, di essere una ragionata professione di ottimismo. L’autore, infatti, non dimentica di attraversare nessuno dei principali temi che segnano il nostro paese: la crisi del lavoro, la necessità di rafforzare l’istruzione come ascensore sociale, il rilancio della sanità pubblica, il tutto tenuto assieme da un filo conduttore ovvero dall’idea che ridare forza al ceto medio è la strada maestra per ravvivare la partecipazione e quindi salvare la democrazia in crisi. A differenza di altre opere però, non si limita alla denuncia o all’analisi dei fenomeni, ma avanza idee e proposte concrete che con il sostegno dei numeri, alla fine di ciascun capitolo, non lasciano l’amaro in bocca per i problemi del paese quanto, invece, la speranza che sia possibile risolverli.
L’analisi di Giovanni, mi perdonerete la licenza ma è un amico ed iscritto al mio circolo Pd, ha un fine dichiarato: offrire una cassetta degli attrezzi di proposte concrete per far ripartire il paese, seguendo una strada di sinistra ovvero che bisogna ricostruire ed investire nel legame tra stato sociale, crescita e sostegno al ceto medio e quindi attraverso la partecipazione democratica.
Ogni capitolo è costruito con un metodo efficace ed un ritmo cadenzato che ne rende godibile la lettura nonostante non si tratti certo di un romanzo: analisi del problema, dati aggiornati da fonti qualificate, proposte concrete di soluzione nel segno della giustizia sociale come premessa per la “possibile rinascita” del paese. Sono tutte proposte condivisibili? Non sta a me dirlo ma ai lettori cui lascio l’invito a leggere il libro; cito tuttavia due proposte, tra le tante e diverse presenti, che ne fanno ben comprendere come sia un libro da leggere perché alimenta, anche e soprattutto nelle nostre sezioni, un dibattito utile e non scontato su molte questioni, anche in vista del lavoro programmatico che spetta al PD per il prossimo anno.
La prima è la proposta di una riduzione shock del cuneo fiscale da 18-20 miliardi di euro per dare così 200 euro netti in busta paga al ceto medio, cioè chi guadagna tra i 28k e i 50k lordi annui e che sostanzialmente con il proprio lavoro manda avanti il paese. La seconda proposta è che per rafforzare i partiti si debbano prevedere o incentivare meccanismi di finanziamento pubblico e di primarie per tutti i livelli elettivi.
Si trovano poi proposte ragionate su come la riduzione dell’orario di lavoro aiuterebbe la crescita economica, la lotta alle disuguaglianze come premessa per ricostruire la fiducia nella democrazia, il contrasto al lavoro povero e la creazione di opportunità di crescita per le aziende che investono e molte altre ancora che rendono il libro di Giovanni meritevole di una lettura che – data l’agilità del volume e lo stile di scrittura - sarà un piacevole esercizio di impegno estivo.
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