Norma anti-Gratteri e Alta Corte: la moviola della politica sulla giustizia

Bruno GravagnuoloFlusso Quotidiano
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ANSA

Ormai siamo alle "leggi speciali". Altro che "voci dal sen fuggite" o processi alle intenzioni: Forza Italia, con il responsabile Giustizia Enrico Costa, rilancia nel pacchetto giustizia la norma che vieta ai magistrati di partecipare ai talk show. È, di fatto, la legge "anti-Gratteri". La motivazione addotta è che i magistrati "devono apparire imparziali", ma è inevitabile leggervi un segnale di emergenza dettato dal timore di un crollo dei Sì.

Il fatto che ciò avvenga in corso d’opera è ben più odioso: l'obiettivo sembra quello di mettere in riga la magistratura, trasformandola in un corpo di funzionari silenti e obbedienti all'amministrazione pubblica. Una deriva che ricorda il fascismo e che non si vedeva nemmeno nello Stato prussiano dell'Ottocento. Anzi, è peggio: una misura simile non è mai stata ipotizzata nella storia della Repubblica, né per i militari, né per i tutori dell'ordine o i funzionari del fisco, i quali godono di libertà sindacali e diritti civili come ogni altro cittadino (salvo provvedimenti disciplinari ex post per condotte sanzionabili o lesive dell'istituzione).

Siamo alla vendetta preventiva e all'intimidazione esplicita in piena campagna referendaria, unita a una chiara dichiarazione di intenti per il futuro. Non vogliono solo colpire le correnti, bensì il libero pensiero dei magistrati: il loro "foro interno". In attesa di mettere le mani su quello esterno: tribunali, procure e Alta Corte. La destra ha già svelato le prossime mosse: dalla sottrazione della polizia giudiziaria ai procuratori alla limitazione della discrezionalità dell'azione penale, fino all'impossibilità di ricorrere in Cassazione dopo la pronuncia dell'Alta Corte contro un togato.

Il tutto in un quadro grottesco che lascia inalterata in Costituzione la norma sul giudizio disciplinare in capo al CSM, affiancandovi il ruolo di un'Alta Corte composta tramite sorteggi e nomine inique.

Insomma la destra al governo non sa più che pesci prendere. E dopo le urla di Meloni a Milano su stupratori e rapitori giudiziari di bambini, ora arriva il full metal jacket per l'ordine giudiziario. Una norma ancor più repressiva di quella che impediva ad arbitri e calciatori di parlare o di parlare troppo decenni fa. Ora del tutto superata. Di questo passo finirà che se vince il Sì non solo faranno man bassa dei diritti civili di giudici e non, metteranno anche il Var nelle aule di giustizia, nelle procure e durante le istruttorie. Per poi guardare il tutto alla moviola, con uso di Trojan autorizzato e nuovi talk show con i magistrati osservati speciali. La "Domenica giudiziaria" e il "Processo penale del lunedì". Con soloni da tribunale dello sport. Ovviamente giudici e pm non saranno invitati. La legge presentata di cui sopra lo vieterà tassativamente. Dovranno solo incassare urla, improperi e striscioni delle curve senza battere ciglio. Ci penserà poi il designatore politico a valutarli, confermarli o sospenderli.