Netanyahu all’Onu: lo show della guerra perpetua

Tra Gaza, Iran, Turchia e l’attacco a Mamdani, il premier israeliano trasforma il Palazzo di Vetro in un comizio globale, mentre gran parte della sala si svuota in segno di protesta.

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

Ha attaccato. Irriso. Minacciato. Negato. Minimizzato. Provato a stupire con l’effetto “cercapersone”. Le ha provate tutte Benjamin Netanyahu, ma il suo show all’Assemblea generale delle Nazioni Unite al è stato un flop mondiale. Consumatosi in una sala svuotatasi in gran parte in segno di protesta. A Gaza non c’è stato alcun genocidio, scandisce il premier israeliano. Semmai, l’esatto contrario. Israele ha condotto una legittima guerra di difesa contro Hamas e non contro la popolazione palestinese, insiste “Bibi.

Lo show ha il suo momento macabro quando Netanyahu tira fuori da una tasca della giacca un cercapersone e lo mostra compiaciuto a ciò che resta di una platea basita. Un cercapersone, come quelli utilizzati per far fuori dirigenti di Hezbollah, 9, con “effetti collaterali” connessi: 3mila feriti.

La guerra perpetua è il suo credo. La vittoria assoluta la sua ossessione. In Palestina, in Libano, e in Iran. Per poi anticipare un prossimo confronto armato: quello con la Turchia di Erdogan. Nel mondo di “Bibi” a dominare è la dicotomia amico/nemico. Applicata agli Stati Uniti, vuol dire esaltare l’amico, sia pure sempre più recalcitrante, Donald Trump e affondare i colpi contro il nuovo nemico della Grande Mela, Zohran Mamdani. Il sindaco di New York non ha mai risparmiato sferzanti critiche al primo ministro israeliano, parlando esplicitamente di genocidio a Gaza e schierandosi per l’attuazione del mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte penale dell’Aia contro Netanyahu per i crimini di guerra reiterati contro la popolazione civile palestinese nella Striscia.

Per avere assunto queste posizioni, Mamdani è stato tacciato da Netanyahu - supportato dall’ambasciatore israeliano all’Onu per il quale a dover essere arrestato è Mamdani - di essere un fervente antisemita, di aver preso le difese dei terroristi stupratori di Hamas e, least but non last, di avere così spaventato gli ebrei di New York da costringerli a fuggire dalla città. Un comizio elettorale in presa mondiale. La risposta la daranno gli israeliani il 27 ottobre.

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