Naza, il linciaggio dei registi diventa un boomerang per Netanyahu
Oltre mille cineasti israeliani difendono Abraham e Szor. Yair Golan a Rinascita: «La destra vuole censurare la democrazia»

ANSA
Traditori. Antisemiti della peggior specie. Indegni di avere la cittadinanza israeliana. Il furioso attacco di Benjamin Netanyahu e dei suoi ministri più partecipi all’ordalia di insulti e minacce - in primis il ministro della Cultura Miki Zohar e quello della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Contro Yuval Abraham e Rachel Szor, gli autori israeliani di Naza, si sta rivelando un boomerang politico, e forse elettorale, per la destra israeliana. La reazione dell’Israele resiliente è stata al di sopra di ogni aspettativa: in poche ore si sono moltiplicate le dichiarazioni di solidarietà ai due registi; centinaia i messaggi indignati per il linciaggio mediatico di Abraham e Szor, ricevuti da Haaretz, il giornale progressista di Tel Aviv, e, cosa ancor più significativa, anche dai giornali più moderati come Yediot Ahronot. Lunedì oltre un migliaio di registi e operatori del cinema israeliani hanno firmato una petizione per esprimere solidarietà agli autori di Naza. La petizione, firmata da importanti registi israeliani tra cui Ari Folman, Shlomi Elkabetz, Ran Tal e Michal Aviad, afferma che «negli ultimi giorni abbiamo assistito a una campagna senza precedenti di incitamento e istigazione contro gli autori del film, e il divario tra questa campagna e l’incitamento alla violenza e le minacce fisiche alla loro vita si sta assottigliando». «Noi, registi, chiediamo a tutti coloro che ancora lottano per la libertà di espressione e di creazione di unirsi a noi nell’esprimere sostegno e solidarietà a Rachel Szor e Yuval Abraham», recita la petizione.
A scendere in campo sono anche i leader dell’opposizione. «L’attacco agli autori di Naza – dice a Rinascita il presidente dei Democratici Yair Golan – rivela la concezione di libertà di espressione propria di chi governa oggi Israele. La minaccia del ministro della Cultura di revocare la cittadinanza ai registi di Naza è un fatto gravissimo, e come tale va denunciato e respinto. La reazione della destra al docufilm come alle rivelazioni di Haaretz sul comportamento del primo ministro nei giorni precedenti al criminale attacco di Hamas, spiega anche perché Netanyahu e i suoi complici temano l’istituzione di una commissione indipendente d’inchiesta sul 7 ottobre». Conclude Golan: «La posta in gioco nelle elezioni del 27 ottobre è il futuro di Israele, dello stato di diritto. La destra di Netanyahu, Smotrich e Ben-Gvir vuole ‘censurare’ la democrazia».
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