Nasce Trump TV: così la Casa Bianca prova a raccontarsi da sola

Dopo il bando a CNN, MS NOW e Politico, la Casa Bianca lancia un canale attivo 24 ore su 24. I grandi network sospendono la copertura del pool televisivo.

Marco ColomboFlusso QuotidianoTRUMP
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ANSA

Dopo il bando ai giornalisti sgraditi, ora il presidente Usa lancia la Trump TV. La nuova piattaforma, in streaming 24 ore al giorno, mostrerà le attività del presidente e proporrà agli utenti «i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti». Una mossa con cui il Tycoon vorrebbe rilanciare la sua immagine mostrando contenuti selezionati in base alle sue esigenze.

«Un popolo ignorante è più facile da governare». Un motto che Donald Trump sembra aver preso come ispirazione per il suo secondo mandato alla Casa Bianca. Il lancio della piattaforma streaming presidenziale si aggiunge alla decisione di qualche giorno fa di negare l’accesso alla stampa “nemica” e va a completare un quadro inquietante: il Presidente Usa decide cosa devono sapere gli americani. E il resto del mondo. La messa al bando delle tv più critiche e il lancio di una piattaforma auto-celebrativa sembrano parte di una strategia ben precisa che mira a far emergere pubblicamente solo notizie e immagini selezionate. «Non sono contro la libertà di stampa ma contro le fake news» ha commentato il presidente, dimenticandosi di specificare che considera “fake news” anche tutte le notizie (vere) che lo mettono in cattiva luce agli occhi del mondo.

Ieri, come risultato della censura trumpiana, abbiamo assistito ad una scena insolita nell’epoca dell’infodemia: nessuna Tv ha coperto gli incontri di Trump con il sindaco di New York, Zohran Mamdani, e il presidente francese Emmanuel Macron. Per dare un segno di unità i principali network americani, a prescindere dall’orientamento politico, hanno deciso di non sostituire la Cnn nei turni televisivi al seguito del presidente. Così a dar notizia dei suoi incontri c’era solo un network conservatore, Real America’s Voice, che trasmette i programmi di Steve Bannon e di Charlie Kirk. Il punto, allora, non è più soltanto chi può fare domande a Trump. È chi può raccontarlo. Perché quando il potere sceglie i giornalisti, seleziona le notizie e produce da sé il proprio racconto, l’informazione diventa propaganda. Quale immagine di Trump può emergere se le uniche a mostrarlo sono le Tv amiche? È qui che il salto diventa pericoloso: quando il potere non si limita più a difendere la propria versione dei fatti, ma costruisce direttamente il terreno su cui quei fatti vengono conosciuti, discussi e giudicati.

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Trump TV: il canale della Casa Bianca e lo scontro con i media - Rinascita