Morire di burocrazia: la giustizia alla prova della realtà

ANSA
Ieri ennesimo femminicidio annunciato e consumato. Stavolta a Messina. Vittima Daniela Zinanti, 50 anni, uccisa a coltellate dal compagno Santino Bonfiglio, 67 anni. L'uomo già segnalato per violenze era ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. Ma il braccialetto non era disponibile e sarebbe arrivato dopo un mese, il giorno stesso dell' omicidio. Non è mai arrivato. L'uomo è fuggito dai domiciliari e ha ucciso. Dunque Pm e gip avevano agito per tempo, ma il braccialetto non c'era. E poteva evitare l'omicidio.
Ecco allora uno dei veri problemi della giustizia italiana. Non malagiustizia di pm e giudici, ma l'inefficienza amministrativa, la mancanza di agenti, i costi e le procedure di gestione dei braccialetti affidati in appalto a Fastweb, con un costo per unità che va dai 150 ai 300 euro, per una spesa quotidiana di 54 euro a bracciale. Una spesa di quasi 20 milioni annui, a fronte di una media europea di 4 milioni e mezzo. un divario immenso, che andrebbe ottimizzato. Ora i braccialetti in uso sono meno di 13 mila. Ma spesso non funzionano, non si trovano e ci vogliono 40 giorni per averli dopo l'ordinanza del giudice. Sono tanti gli intoppi che permettono, purtroppo, che accadano i femminicidi. Inefficienza, costi, appalto e revisioni lunghe e onerose. Sicché le mani legate le hanno agenti e giudici, non i criminali.
La scelta del governo è stata imvece un'altra. Investire 150 milioni annui su due Csm e un'Alta Corte. Più di 100 milioni in più rispetto al costo attuale del Csm. Tra indennità e strutture. Morale: la demolizione e ricostruzione della magistratura con voragine di costi sta in cima alla lista del Sì al referendum. I braccialetti contro i femminicidi possono invece attendere. Con tutte le emergenze della giustizia quotidiana.