L'Europa senza carburante rimetta al centro la transizione energetica

Nei prossimi 90 giorni là Europa esaurirà le riserve di carburante destinate al trasporto aereo, e mentre migliaia di voli potrebbero non partire la crisi energetica offre un'occasione di rimettere al centro del dibattito l'abbandono di combustibili fossili

Marco ColomboFlusso Quotidiano
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ANSA

La situazione carburante in Europa è più critica del previsto. Nonostante gli ultimi carichi arrivati via mare dal golfo persico, il jet fuel dovrebbe esaurirsi tra la seconda e la terza settimana di maggio. Le riserve strategiche europee non sarebbero sufficienti per garantire la piena operatività di tutti gli aeroporti e molte compagnie potrebbero fermarsi questa estate. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, soltanto due Paesi avrebbero cherosene d’emergenza per 90 giorni, mentre la maggior parte non supererebbe una crisi più lunga di 30 giorni. Alcuni Stati avrebbero addirittura 8-10 giorni di autonomia, prima di restare a secco.

L’Europa si scopre così piú fragile di quanto pensasse e la sua dipendenza da gas e petrolio del golfo, da cui importa ogni anno il 43% del suo fabbisogno annuale di carburante per l’aviazione, rischia di metterla in ginocchio. Una situazione resa ancor più critica dal fatto che la capacità di produzione negli impianti europei è già al massimo e non potrà dunque sopperire al mancato import. Così mentre da anni si parla di transizione e di abbandono graduale di combustibili fossili, questa crisi energetica globale mostra ancora una volta come la dipendenza da gas e petrolio non sia solo dannosa per l’ambiente. Ma anche per l’economia e la vita quotidiana dei cittadini. Forse anche i più scettici, nei prossimi mesi, se ne renderanno conto vedendo l’aereo che avrebbe dovuto portarli in vacanza bloccato a terra per l’assenza di carburante.