Nello Stretto di Hormuz, l'Europa dice no a Trump

Archivio Rinascita
Il No europeo all’intervento militare nello stretto di Hormuz assume proporzioni di grande importanza. Naturalmente parliamo di un “rifiuto” confinato a Hormuz che di sicuro non cambia l’Unione Europea nel suo insieme. Certi cambiamenti richiedono tempo e classi dirigenti all’altezza della storia. Ma al contempo non possiamo non considerare importante la posizione assunta dall’Europa. Ricordiamo che a Hormuz transita quasi un quarto dell’offerta globale di petrolio.
Il rifiuto targato Ue alle richieste di Trump può trasformarsi in una posizione politica del Vecchio Continente rispetto alle scelte su scala mondiale? Può aprirsi una prospettiva che non sia necessariamente legata al volere americano ma che consenta all'Europa di riappropriarsi della propria storia fondata sulla coesistenza pacifica, sul libero commercio e soprattutto sull’autonomia nei rapporti con le altre potenze globali? L’Unione Europea ritrova sé stessa se ritrova una politica comune collegata alle esigenze dei suoi cittadini. E il no al presidente statunitense può rappresentare un primo passo.