L'ascesa di Vannacci e i rischi per la destra
Il vannaccismo intercetta il rancore di ceti impoveriti e delusi dalla destra di governo. Un populismo patriarcale e reazionario che può diventare fattore di disordine per l’intero blocco conservatore.

ANSA
Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani (realizzati da Swg per La7) mostrano un panorama politico sostanzialmente invariato. Primo partito resta Fratelli d’Italia che raccoglierebbe il 27,9% dei voti, seguito dal Partito Democratico al 22% e dal Movimento 5 Stelle al 13%. Ma quello che sorprende è l’exploit di Futuro Nazionale. Il partito del generale Vannacci fa un balzo in avanti rispetto alle rilevazioni precedenti e si attesta al 5,3%. Un dato che, complice un calo della lega (-0,3%) porta Futuro Nazionale ad avere lo stesso peso del partito di Matteo Salvini. E se il trend dovesse continuare, come sembrano indicare tutti i dati, presto potrebbe verificarsi addirittura il sorpasso.
Ma da dove arrivano questi numeri? Il vannaccismo intercetta la componente più rancorosa dell’elettorato di destra: sorta di melonismo prima maniera, popolare, identitario, razzista. Un voto terragno, di delusi dalla destra di governo: ceti subalterni, pezzi di piccola impresa impoverita, un blocco sociale che polarizza rabbia contro immigrati, insicurezza e fisco. Antimoderni con il Suv, mezzi patrioti e mezzi superleghisti. I “Vannacci cagnacci” sono una scheggia uscita da Lega e Fratelli d’Italia. Possono spaccare la Lega, ricattare il governo, condizionare la legge elettorale: proporzionale o minor premio di maggioranza per pesare prima come lista e poi nella coalizione. Vannacci può far perdere la destra o farla vincere a prezzo altissimo. È un fattore di disordine per il blocco conservatore, da attaccare e ritorcere contro nella battaglia finale contro la legge truffa. Ma va anche studiata la sua morfologia sociale: neo-sottoproletariato, ceto medio impoverito e incattivito, famiglie schiacciate da inflazione, debito, lavoro povero, costo del denaro. Due i carburanti politici: immigrazione e costo della guerra, che l’Europa non contribuisce a chiudere. È lì che cresce il vannaccismo squadrista, patriarcale e risentito.
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