La tutela degli animali è una questione di civiltà

Giorgia FederellaFlusso Quotidiano
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ARCHIVIO RINASCITA

In un Paese che troppo spesso consuma la natura come immagine e gli animali come contenuto da scorrere sul telefono, il “Pet Camper Tour” prova a riportare il discorso su un piano più umano, civile e collettivo. Più che una manifestazione itinerante, è un attraversamento simbolico dell’Italia e delle sue contraddizioni: da una parte il bisogno crescente di empatia e sostenibilità, dall’altra l’abitudine all’indifferenza, all’abbandono e a un rapporto sempre più superficiale con il mondo vivente.

La sesta edizione dell’iniziativa promossa da Pet Carpet sceglie di ripartire dalla figura di san Francesco d’Assisi, non in chiave celebrativa o religiosa, ma come simbolo di una sensibilità che oggi appare quasi rivoluzionaria: considerare la natura non come sfondo della nostra esistenza, ma come parte integrante della vita sociale e della coscienza civile. Da qui nasce l’idea di “Super Fra”, una rilettura contemporanea del Santo capace di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio diretto, quotidiano, persino urbano. “Fra”, come fratello. Non soltanto tra esseri umani, ma con tutto ciò che vive.

Il tour partirà da Assisi, luogo simbolico del pensiero francescano, attraverserà il Lungolago di Castel Gandolfo e arriverà fino a MagicLand. Ma il vero percorso non è geografico. È culturale. Perché il progetto tenta di affrontare una questione che riguarda il modo in cui una società misura il proprio livello di civiltà: il rapporto con gli animali, con l’ambiente e con la fragilità.

Ogni estate il fenomeno dell’abbandono torna a raccontare un’Italia distratta, incapace di assumersi responsabilità affettive e sociali. Non è soltanto un problema di tutela animale, ma il riflesso di una cultura consumistica che spesso considera gli esseri viventi come oggetti temporanei, da amare finché non diventano un peso. In questo senso il lavoro svolto insieme ad ANAS, alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri prova a spostare il tema dall’emergenza stagionale a una riflessione più profonda sulla responsabilità collettiva e sulla sicurezza come forma di rispetto reciproco.

La campagna “Non abbandonare una parte di te” colpisce proprio perché evita il tono paternalistico e sceglie invece una dimensione emotiva e sociale: chi abbandona un animale interrompe un legame, ma soprattutto rivela una difficoltà contemporanea nel riconoscere il valore della cura, della continuità e della relazione. È qui che il progetto trova la sua dimensione più interessante, trasformando la sensibilizzazione in un discorso culturale più ampio sulla perdita di empatia nella società contemporanea.

Laboratori, incontri, testimonianze e attività dedicate a bambini e famiglie diventano allora strumenti per ricostruire un’educazione sentimentale e ambientale spesso assente. Il tema del riciclo, della biodiversità, dell’adozione responsabile e della convivenza con gli animali non viene trattato come semplice slogan green, ma come parte di un’idea più ampia di cittadinanza attiva e partecipazione civile. Anche il coinvolgimento del Pet Carpet Film Festival rafforza questa visione: utilizzare il linguaggio culturale e artistico per creare consapevolezza e connessioni emotive reali.

Il messaggio finale appare chiaro: non basta osservare la natura attraverso uno schermo o indignarsi online davanti a un video di maltrattamento. Serve recuperare presenza, ascolto e senso di appartenenza verso ciò che ci circonda. In questo senso il “Pet Camper Tour” prova a fare qualcosa che oggi raramente riesce alle campagne pubbliche: non limitarsi a informare, ma tentare di ricostruire un immaginario collettivo fondato sul rispetto, sulla gentilezza e sull’idea che il modo in cui trattiamo gli animali e l’ambiente racconti, in fondo, il tipo di società che stiamo diventando.

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