La politica batta un colpo

ANSA
Proprio all’indomani dell’ennesimo fatto criminale, a Bergamo — con il ferimento di una professoressa da parte di un minorenne — che ha scatenato l’ennesimo attacco indiscriminato sui social, le recenti sentenze americane di Los Angeles e del New Mexico aprono una nuova prospettiva per intervenire concretamente, modificando i meccanismi di ingaggio delle piattaforme.
Al centro di questi pronunciamenti non c’è la criminalizzazione degli utenti, ma la responsabilità dei proprietari, chiamati a civilizzare modelli di business oggi fondati sull’incentivazione di comportamenti radicali ed estremi. Sono Google, Meta e TikTok che devono aprire i propri algoritmi e cambiare i sistemi di gestione di quelle che, a tutti gli effetti, sono diventate macchine della rabbia.