La pace prima dei partiti
Di fronte al rischio di un’escalation, l’appello a superare le divisioni politiche: negoziati, stop al riarmo e una coalizione larga per la pace.

ANSA
Siamo vicini al punto di non ritorno. Dopo le ennesime sanzioni alla Russia e il bombardamento di molte sue raffinerie, l’UE si appresta a fornire altri aiuti militari all’Ucraina. L’idea è chiara: la Russia deve essere sconfitta una volta per tutte. Ma veramente crediamo che questo progetto sia utile oltre che realizzabile? Secondo voi la Russia, dotata del più grande arsenale nucleare al mondo, si lascerebbe distruggere senza utilizzarlo? Lo vogliamo capire che una Terza guerra mondiale è una follia e che una volta conclusa non vi sarebbe alcun vincitore?
Un conflitto su larga scala oggi si tradurrebbe nella mancanza di rifornimenti, di elettricità, di alimenti, di tutto. Fame, carestie, miseria e la morte di milioni di persone. Questo l’unico scenario possibile. Già ora i prezzi della benzina sono saliti in maniera esponenziale, ma questo non sarebbe che l’inizio. Un coinvolgimento della Nato porterebbe a conseguenze di proporzioni inimmaginabili. Non solo il carburante ma anche l’elettricità, le scorte alimentari e i medicinali verrebbero a mancare. Le nostre strutture ospedaliere verrebbero trasformate in enormi ospedali da campo, i malati morirebbero per la carenza di medicinali e di personale medico.
L’approvvigionamento dei viveri risulterebbe difficoltoso, fiorirebbe il mercato nero dove chi è fortunato, per avere un pezzo di pane, si vedrebbe costretto a barattarlo con l’oro di famiglia. Diventerebbe difficile trovare acqua e qualsiasi altro genere di prima necessità. Blackout elettrici interromperebbero l’accesso alle reti di telecomunicazione, le persone sarebbero impossibilitate a mettersi in contatto tra loro. Anche le possibilità di avere notizie in tempo reale, farsi una doccia o ricaricare il cellulare verrebbero meno. Il valore degli immobili crollerebbe, non si potrebbe prelevare dai conti bancari e, se anche fosse, il denaro non avrebbe più alcun valore.
Lo vogliamo capire o no cosa comporta la guerra? O pensiamo davvero che l’unico problema derivante dal bombardare la Russia sia quello di pagare un po’ più cara la benzina e i pomodori? Dobbiamo piantarla di fare a chi ce l’ha più duro e invitare, in maniera compatta, chi sta delineando questo folle progetto a sedersi ad un tavolo e iniziare a negoziare. Qui in Italia si parla ancora di destra e sinistra, di governo e opposizione, campi larghi e prossime elezioni; in questo momento tutto questo passa in secondo piano. I leader dei vari partiti devono unirsi e mettere da parte, almeno per ora, le loro velleità elettorali; adesso la priorità è una sola: trovare accordi di pace!
Proprio come avvenne col secondo governo Badoglio nel ’44 o con i governi guidati da Andreotti durante gli anni di piombo per fronteggiare crisi economica e terrorismo, i partiti devono necessariamente superare le loro divisioni e unirsi in una coalizione per scongiurare l’unica vera minaccia che incombe su ognuno di noi e che per questo deve unire tutti al solo fine di scongiurarla: l’apocalisse nucleare. Non solo un campo largo, quindi, ma larghissimo.
Mai come in questo momento c’è bisogno di trovare dei leader coraggiosi, capaci di invertire la rotta sul riarmo e sulle derive belliciste. Si mettano da parte i rancori, le divisioni, le divergenze di opinione, e si scenda in campo tutti insieme contro il nemico comune, che in questo momento non è l’avversario di partito, ma il desiderio di iniziare un conflitto a ogni costo. Un conflitto dal quale l’Italia, più di altri paesi, non otterrebbe nulla se non morte e distruzione.
A chi giova tutto ciò? Di certo non all’Italia e al popolo italiano; ma nemmeno ai popoli europei o a quelli d’oltreoceano. Diciamo no alla spirale d’odio e al vortice di orrore in cui ci stanno incastrando e nel quale rischiamo di restare intrappolati per sempre. Non è ancora troppo tardi. Vasco Pratolini asseriva che il soldato va a morire in guerra spinto da un ideale che gli hanno inventato. Ecco, noi non siamo così stupidi da lasciarci inventare ideali per cui morire, conosciamo bene il valore della vita, lasciamoci guidare da questo.
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