La libertà (delle donne) a teatro

ANSA
A teatro torna la libertà: “Le ragazze son tornate” e la campagna sociale che sfida il tempo.
Dimenticate tutto ciò che pensavate sulla “terza età”. Niente più stereotipi polverosi, niente immagini di rassegnazione: oggi il tempo non segna un limite, ma un’evoluzione.
È proprio da questa idea che nasce “Le ragazze son tornate”, la nuova commedia scritta e diretta da Diego Ruiz, che porta in scena tre protagoniste d’eccezione: Daniela Poggi, Debora Caprioglio e Fiordaliso.
Tre icone dello spettacolo italiano si incontrano sul palco per dare vita a uno spettacolo che è molto più di una commedia: è un vero e proprio manifesto di rinascita, indipendenza e libertà personale. Perché l’avventura, quella autentica, non ha età. Comincia esattamente quando si smette di temere il giudizio degli altri.
La tournée ha preso il via il 20 marzo 2026 da Bologna, prima tappa di un viaggio che attraverserà tutta Italia. A rendere questo progetto ancora più innovativo è la campagna social #carpediemchisenonte, cuore pulsante dell’iniziativa.
Non si tratta solo di promuovere uno spettacolo, ma di costruire una comunità attiva e partecipativa. Le protagoniste invitano infatti le donne a condividere sui social foto, racconti e testimonianze delle proprie conquiste raggiunte “fuori tempo massimo”: nuovi inizi, sogni realizzati, cambiamenti coraggiosi. Un modo concreto per dimostrare che non esistono scadenze per essere felici o per reinventarsi.
Lo spettacolo non è solo intrattenimento, ma anche riflessione su un sistema ancora spesso “a misura d’uomo”. Lo sottolinea Debora Caprioglio: «Personalmente non credo sia una questione di “rivendicare” ma di “riconoscere e accettare”. La donna da sempre è abituata ad assumere più ruoli nella società. Solo per dovere prima e oggi, anche per piacere. Abbiamo ricevuto l’educazione del dover sapere fare tutto se vuoi avere una chance nella vita. E da lì siamo partite e abbiamo imparato la lezione ma al mondo maschile dà fastidio: non possono incasellarci! Quindi riconoscere la nostra differenza sacrosanta: siamo donne e non uomini; abbiamo un notevole peso specifico e possiamo essere uno straordinario valore aggiunto se rispettate nella nostra identità. Invece ogni giorno è una lotta!».
Un tema che si intreccia con la difficoltà di rappresentazione delle donne mature nel mondo dello spettacolo: «In Italia si scrive poco per donne mature, donne borghesi, donne intelligenti e con forte personalità. Al cinema e in tv si producono più ruoli di personaggi storici maschili che femminili. In teatro siamo obbligate ad autoprodurci se vogliamo portare in scena un personaggio storico e magari scomodo. Sono pochi i giovani interessati a donne più grandi che hanno fatto la storia: spesso si riferiscono ai social e alle influencer che puntano solo su cavolate.»
E ancora, sul perché la società fatichi ad accettare donne libere e non conformi: «Perché dai tempi dei tempi la donna doveva essere incasellata in un ruolo e lì doveva stare. Le nostre “rivoluzioni femminili” hanno scardinato questo cliché, così siamo più scomode e imprevedibili. E poi la donna non ha età, sa rinnovarsi e reinventarsi sempre, se vuole naturalmente.»
La forza dello spettacolo sta anche nel linguaggio scelto: l’ironia. Uno strumento che, secondo Caprioglio, diventa decisivo: «L’ironia è la forma più intelligente e delicata per dire la verità… I pregiudizi invece sono una forma di ignoranza, cioè ignorano che si può essere diversi.» Tra battute, rivalità e complicità, “Le ragazze son tornate” riesce così a colpire gli stereotipi senza rinunciare alla leggerezza.
E cosa porterà a casa il pubblico? «Il pubblico si diverte e non so se si identifica con una di noi o con tutte e tre… ma sicuramente si ritrova a parteggiare per la nostra simpatia e determinazione a essere noi stesse e donne senza età sempre. Una storia di donne, la loro amicizia, la loro vita, la loro determinazione a non mollare e tante risate.»
Una commedia che diverte, ma soprattutto invita a guardare il tempo con occhi nuovi. Perché la vera sfida non è contro l’età, ma contro i limiti che la società continua a imporre. E queste “ragazze”, tornate più determinate che mai, sono pronte a dimostrare che non è mai troppo tardi per essere libere.