La filosofia senza storia di Valditara

Dalle nuove linee guida per i licei spariscono il nesso tra idee e storia, la circolazione europea del pensiero e la crisi della modernità: ridotti Hegel, Marx e Spinoza, marginalizzati scienza contemporanea ed estetica, mentre trionfano logica astratta, identità occidentale e tradizionalismo metafisico.

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ANSA

Le linee guida della Commissione Valditara sulla filosofia nei licei a valere dal 1 settembre 2027, non sono cosa di poco momento. O mero frutto di arbitrio e bizzarria, come nel caso dello spostamento riduttivo di Manzoni a partire dal quarto anno. Stravaganza dogmatica, vista l'enfasi sulla identità nazionale voluta dalla destra. Benché anche in tal caso l'accento cada sul tradizionalismo confessionale: Promessi sposi e giansenismo sospetti. Poco cattolici dunque.

Con la "filosofia" di Valditara c'è un disegno più ampio e ambizioso, che ha già attivato la protesta di centinaia di docenti e studiosi. Di che si tratta? In pratica di una destructio integrale del rapporto tra storia e filosofia e anche del nesso tra storia delle idee e teoresi. Con la filosofia antica al centro e a base della linea didattica di fondo: di tipo tradizionalista neo scolastico. Ad esempio, salta il riferimento nel corso del quarto anno, alla rivoluzione scientifica del 600, che permane solo nei termini della logica e della matematica. Via il Leibniz della teodicea quello bersagliato da Voltaire, e via la "Monadologia", troppo "sistematica", e dentro la logica e il calcolo. Ma resta fuori otre alla filosofia della storia, anche il rapporto con il contrattualismo: Hobbes, Pufendorf, Grozio, Locke, Rousseau, decisivi per capire anche Bobbio!

Di questi autori solo uno è a scelta, e il resto invece opzionale. Fuori anche Spinoza, determinista, eretico e panteista. Niente di niente sulla sua idea di "geometria delle passioni" e sul desiderio di libertà nella costituzione del reggimento democratico. Niente del pari sul ruolo della mistica ebraica nelle sue ricadute laiche e immanentistiche, così legate al ruolo di Spinoza perseguitato dalle chiese di ogni tipo. A seguire nei programmi delle superiori al quinto anno, salta l'idealismo tedesco nei suoi legami interni: Kant, Fichte, Schelling, Hegel. Persino Marx diviene facoltativo e ridotto a sociologo, senza nesso con il metodo storico scientifico, con la critica dell'economia, e con la logica positiva di Aristotele. Ancora. La famosa "circolazione del pensiero europeo" di Spaventa, dal rinascimento alla Germania del sette ottocento e poi di nuovo all' idealsmo italiano, viene spazzata via. Certo in Croce e Gentile la tesi circolatoria era intrisa di nazionalismo, e tuttavia indicava comunque un percorso storiografico ampio ed europeo, che resta un capitolo di fondo dell'identità continentale. Con le linee Valditara invece, Croce e Gentile diventano autori puramente italiani e sovranisti, autarchici, con alle spalle il Vico cattolico e nazionale, e accanto a lui Rosmini e Gioberti vessilli neo guelfi cattolici e non cosmopoliti.

Non parliamo del rapporto Hegel - Marx, pur così centrale non solo nel 900 italiano a destra come a sinistra, ma nell'Europa moderna a cavallo di rivoluzione industriale, movimento operaio e totalitarismi. È un integrale sminuzzanento quel che Della Loggia con Valditara e compagnia, hanno ideato per la filosofia. Con al centro il primato greco e neo scolastico metafisico, la logica e l'argomentazione, avulsi dalla storia e anche della scienza moderna e contemporanea. Dunque Popper, Frege, Russell, Carnap, Quine, il neo positivismo alla Antiseri cattolico. Ma niente Einstein, Heisenberg, Hawkings, Penrose e la quantistica, con le teorie dei caos e l'indeterminismo. Con l' astrofisica e la teoria fisica del Tutto. Insomma viene proposto un canone del tipo breviario neo scolastico e neo parmenideo, senza uno straccio di storia, e alcuna idea mondo contemporaneo. E con tutta la tematica post moderna e della crisi dei fondamenti, ridotta a facoltativa nota a piè di pagina. A cominciare da Wittgenstein e Goedel.

Filosofia insomma come grammatica di un pensare elementare metafisico. Senza Hegel, Marx, Heidegger, Husserl, Freud, Habermas. E viceversa viene aperta una autostrada per Severino e Bontadini, post neo scolastici e parmenidei, come chiavi di un corretto argomentare logico linguistico. Anche la teoria del linguaggio di Austin e Searle in tal senso, viene messa al servizio della filosofia greca e neo scolastica. Logicismo e filosofia nazionale in definitiva chiudono il cerchio dei programmi, con l'espunzione oltretutto del tema estetico - se non come aspetto interno ai filosofi - e delle "filosofie dell' arte del 900, nonché con la liquidazione di Adorno e Benjamin. Di media, comunicazione, critica della tecno economia e arte contemporanea.

Ultima notazione, su un "dettaglio" che la dice lunga. Non c'è nessun riferimento nelle linee, se non come facoltativo, alle filosofie orientali: buddismo, Zen, induismo, filosofia araba. Malgrado antiche corrispondenze e influssi nel mondo globale. E la ragione è semplice. Valditara e i suoi consulenti moderati e di destra vogliono celebrare il primato del mondo occidentale, ieri come oggi. Nel quadro di programmi scolastici all'insegna di uno scontro di civiltà euro centrico e nazionalistico. E che finisce per mortificare anche il tratto cosmopolita della identità italiana di cui parlava Antonio Gramsci nei Quaderni dei carcere negli anni 30.

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