La destra della forza contro lo Stato di diritto
Dalla sicurezza all’impunità, il governo piega le garanzie costituzionali. Alla sinistra serve un fronte democratico capace di mobilitare il Paese.

ANSA
In Italia la destra di governo sta mettendo in mostra tutto il suo bagaglio repressivo-razzistico pensando, in fondo al tunnel dell'orrore, di ritrovare intero il suo elettorato plaudente alla "vendetta privata". È mutato il senso di una possibile competizione elettorale: se si poteva pensare ad un confronto interno al perimetro costituzionale adesso ci troviamo di fronte alla necessità di affermare – addirittura- l'esistenza dello "Stato di diritto". L'eterno conflitto con la Magistratura ha ormai assunto l'aspetto (concreto) di una continua affermazione della "forza" come punto di saldatura da parte della destra della condizione di governo.
Non si tratta di "primato delle politica" bensì l'opposto: a sinistra il tema della sbandierata "sicurezza" va trattato proprio in questi termini di garanzia dei principi fondamentali del Diritto e di pieno rispetto dell'articolo 3 della Costituzione repubblicana; non certo con la timidezza di questi giorni. La destra intende un uso della "Forza" che naturalmente prevede l'impunità per chi sta dalla sua parte e la colpevolezza -comunque- per chi si colloca diversamente o addirittura tenta di ostacolarla. Questo elemento della disparità nella visione dell'uso della Forza va denunciato e fatto capire con chiarezza.
La valutazione della pericolosità antidemocratica di questa destra, in via di spostamento verso posizioni ancora più estreme, deve rappresentare il punto d'incontro per la formazione di uno schieramento alternativo che mobiliti il paese, solleciti il voto e prepari un'adeguata presenza in Parlamento anche dal punto di vista della necessaria pluralità della rappresentanza politica : Parlamento che deve rimanere centrale in un progetto di forte riaffermazione dei principi fondamentali del Diritto e della Costituzione.
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