"Justice the American Way": la frattura morale fra Casa Bianca e Chiesa

Enrico RossiFlusso Quotidiano
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ANSA

Ci sono stati video postati sui social ufficiali dell'amministrazione Trump che mostrano filmati reali dei bombardamenti in Iran, montati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, con ritmi e stili tipici dei film d'azione e dei videogiochi, accompagnati dalla didascalia "Justice the American way" (Giustizia alla maniera americana).

Durissima la reazione del cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago e amico personale di Papa Leone XIV, il quale ha dichiarato che trasformare la sofferenza umana e le esplosioni reali in una forma di "intrattenimento" per i cittadini americani è un segno di una profonda "crisi morale". La guerra ridotta a "gamification" (ludicizzazione), a un gioco, da parte della Casa Bianca.

Il cardinale ha ricordato che dietro quelle “immagini digitali che esplodono" ci sono in realtà soldati americani che perdono la vita (già sei caduti confermati) e migliaia di civili iraniani, tra cui i bambini, che vengono "disonorati" da una comunicazione così frivola.

“Perdiamo la nostra umanità quando siamo elettrizzati dal potere distruttivo dei nostri militari", ha continuato il Cardinale, aggiungendo che l'Iran è una nazione di persone, non un videogioco a cui giocare per intrattenere il pubblico.

Una crepa profonda si è prodotta tra la Chiesa cattolica e Trump. Questa critica non è isolata e si inserisce in un clima di forte tensione tra il Vaticano e Washington: il Segretario di Stato Parolin ha parlato apertamente di "erosione del diritto internazionale", criticando il concetto di "guerra preventiva" caro a Trump e Netanyahu.

Alcuni vescovi USA sono arrivati a suggerire che per un soldato americano sarebbe "moralmente accettabile disobbedire agli ordini" se questi violassero apertamente la dignità umana o i trattati internazionali. Mentre Trump usa i social per costruire l’immagine di un “vincitore imbattibile” che fa “sentire grandi” i suoi sostenitori e una parte importante della leadership cattolica, lo accusano di aver smarrito il senso della realtà tragica della guerra.

In Italia questo crea un evidente imbarazzo per il governo Meloni: da un lato il forte richiamo morale della Chiesa cattolica con la sua influenza sull’opinione pubblica italiana, dall’altro la fedeltà politica all’alleato americano.

Meloni non condanna; al massimo dice timidamente di non condividere. Nei comizi rivendica con orgoglio la propria identità cristiana, ma quando si tratta di prendere le distanze dal capo dell’internazionale nera, le critiche diventano improvvisamente difficili e la fede poco coerente. Cristiana si, ma fino a un certo punto.