Italia in bilico tra stagnazione economica e paralisi politica

L’allarme di Fabio Panetta mette a nudo un Paese fermo tra declino demografico, bassa produttività e un governo incapace di affrontare le sfide strutturali

Enrico RossiFlusso Quotidiano
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ANSA

Nel suo ultimo intervento, il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta ha lanciato un allarme nitido: l’Italia vive un "equilibrio fragile", dove la crescita ristagna e l’incertezza globale minaccia il futuro. Il Paese è stretto nella morsa di una demografia in declino che svuota il mercato del lavoro e di una produttività che non decolla da decenni. Il Governatore ha evidenziato come gli shock energetici derivanti dalle crisi in Medio Oriente e Ucraina stiano agendo da tassa occulta, frenando gli investimenti e rendendo il rientro dell’inflazione al 2% un percorso a ostacoli che si trascinerà fino al 2027. Senza un cambio di passo, il rischio è la marginalizzazione economica definitiva.

Tuttavia, il vero ostacolo non è solo economico, ma politico, ed è costituito da un governo che sembra avere nel altro a cui pensare. Mentre la Banca d'Italia denuncia lo stato critico in cui versa il Paese, il Governo appare drammaticamente immobile, ridotto a un'anatra zoppa incapace di incidere. Invece di affrontare i nodi strutturali che frenano lo sviluppo, l'esecutivo sembra paralizzato, costretto a rincorrere le continue manchevolezze e gli scandali di una classe dirigente inadeguata. Un Paese che avrebbe bisogno di visione si ritrova così ostaggio di un teatrino di basso profilo, troppo impegnato a gestire i propri limiti interni per curare gli interessi della nazione.