Italia, crescita ferma nonostante il rialzo delle stime OCSE
Salgono le previsioni per il 2026, ma il caro energia, i limiti della rete elettrica e la stagnazione dei redditi continuano a frenare il Paese.

ANSA
L’OCSE, nel suo Economic Outlook di giugno, stima la crescita del PIL italiano allo 0,5% nel 2026, a causa del nuovo shock sui prezzi energetici. Un piccolo ritocco in rialzo rispetto alla stima di 0,4% di pochi mesi fa, ma i problemi strutturali rimangono tutti e si prevede un peggioramento delle prospettive per il 2027. Non si tratta dunque del segno di un rimbalzo strutturale, ma di una stagnazione prolungata. L’Italia è più dipendente rispetto ad altri grandi paesi dell’Eurozona dal petrolio e dal gas veicolati attraverso lo Stretto di Hormuz. Il TTF, il benchmark del gas alla borsa di Amsterdam, è balzato da circa 30 €/MWh a picchi di 50-60 €/MWh, ciò riflette l’incertezza geopolitica e l'assenza di forniture sostitutive immediate, ma anche la forte speculazione cui è soggetta la determinazione del prezzo. È un problema di dimensione europea: il mercato elettrico, in Europa, funziona con il sistema del prezzo marginale, cioè il prezzo finale di tutta l’elettricità prodotta in un’ora si assesta sulla soglia del valore del gas, che è sempre più alto quando serve a coprire la domanda residua che le rinnovabili non coprono. Ciò rende il costo dell’elettricità artificialmente più alto del dovuto.
A questo fattore si aggiunge una condizione tutta italiana: l’inadeguatezza della rete di distribuzione e delle infrastrutture di stoccaggio dell’elettrico prodotto da energie rinnovabili in Italia. Per rispettare gli obiettivi al 2030, il sistema energetico italiano dovrebbe installare stabilmente circa 10 GW di nuova capacità rinnovabile all'anno, mentre oggi siamo attorno ai 7 GW: parte del rallentamento dipende proprio dai vincoli di rete che scoraggiano nuovi investimenti in zone già sature. Spingere sulle rinnovabili per dipendere meno dal gas, inquinare meno e spendere meno è fondamentale, ma richiede una politica energetica consapevole, rapida ed efficace, volta ad aumentare distribuzione e stoccaggio. Ma è altrettanto, se non più urgente rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e dai lavoratori, martoriate da tassazioni altissime a fronte di una stagnazione dei redditi che non ha pari in Europa. In caso contrario, il combinato disposto di stagnazione dei redditi e aumento dei prezzi, alla vigilia di una nuova stagione di austerità sul debito, è destinato a produrre una crisi tangibile.
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