Israele non merita questo

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

Le parole che seguono sono quelle di un ministro. Un ministro che conta, di un Paese che rivendica l’essere l’unica democrazia del Medio Oriente. «A Gaza dovremmo compiere più assassinii mirati, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Anzi, non sono nemmeno persone, non dovrebbero vivere». A proclamarlo è Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale del più nefasto governo nei 78 anni di storia dello Stato d’Israele. In quelle parole è sintetizzato il peggio di una destra razzista, messianica, disumana. Sì, disumana. Perché non può definirsi in altro modo un politico che afferma che i palestinesi «non sono nemmeno persone, non dovrebbero vivere».

Ben-Gvir definisce quei 30 o 40 da eliminare ogni notte «pezzi» (Stücke, nella lingua di Auschwitz). Costui è l’uomo a cui il governo guidato da un criminale di guerra, Benjamin Netanyahu, ha consegnato la sicurezza della Cisgiordania, sottraendola all’esercito, ritenuto poco affidabile nel garantire il sostegno ai coloni pogromisti che seminano morte, violenza e distruzione in quello che è diventato il «regno di Giudea e Samaria».

Sappiamo che esiste un’altra Israele, che combatte questa deriva messianica e bellicista, che ha riempito le piazze contro il golpismo giudiziario della cricca al governo, che ha sostenuto i familiari degli ostaggi in cattività a Gaza nella loro denuncia di un esecutivo che anteponeva la distruzione della Striscia e l’annientamento dei suoi abitanti alle trattative per liberare i propri cari nelle mani di Hamas.

Per Ben-Gvir, questa parte d’Israele è connivente con i palestinesi – i palestinesi tout court, non i miliziani di Hamas e della Jihad islamica – e per questo sono nemici da combattere, con ogni mezzo. Nemici come era stato, per Ben-Gvir e i suoi accoliti, Yitzhak Rabin, il primo ministro «traditore» che aveva osato fare la pace con l’Olp di Yasser Arafat.

Per Ben-Gvir, l’assassino di Rabin, Yigal Amir, è un eroe. E se oggi fosse in libertà, sarebbe in Parlamento, se non addirittura ministro.

Israele non merita questo.

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