Israele e le ultime volontà di Papa Francesco: negato l'ingresso a Gaza alla sua papamobile
L'auto di Bergoglio, trasformata in clinica mobile è ancora parcheggiata a Betlemme. Il suo ingresso nella Striscia continua ad essere negato da Israele

ANSA
Prima di morire Papa Francesco manifestò la volontà di donare la papamobile, opportunamente trasformata in una clinica mobile, ai bambini di Gaza. In poco tempo, grazie all’interessamento del cardinale svedese Anders Arborelius e alla donazione dei fedeli, la Caritas svedese realizza il desiderio espresso da Francesco. Non solo la papamobile diventa una clinica mobile attrezzata con dispositivi e apparecchiature di ultima generazione, ma con i soldi raccolti vengono acquistate anche 12 ambulanze da inviare a Gaza. A novembre dello scorso anno il Vaticano e la Caritas celebrano l’evento a Betlemme, la città natale di Gesù, simbolo per eccellenza della cristianità. In Piazza della Mangiatoia, il cardinale Arborelius benedice la papamobile, rinominata "Veicolo della Speranza", e le ambulanze in partenza verso Gaza.
Da allora sono passati otto mesi e gli israeliani, adducendo scuse assurde e strumentali, del tipo «non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione» o anche «i materiali sanitari all'interno della papamobile possono finire nelle mani di Hamas ed usati come armi», non consentono alla Caritas di fare entrare il Veicolo della Speranza a Gaza. A nulla, finora, sono servite le proteste del Vaticano e della Caritas. Il veicolo di papa Francesco, trasformato in un gioiello della tecnologia medica in grado di curare 200 bambini al giorno, dopo sette mesi, è ancora parcheggiato lì, a pochi metri da Piazza della Mangiatoia. In un articolo pubblicato su ICN, Independent Catholic News, il cardinale Arborelius chiede alle autorità israeliane di lasciare entrare a Gaza il Veicolo della Speranza scrivendo: «Negare le cure mediche ai bambini significa oltrepassare un limite morale che dovrebbe turbare tutti». Questo limite è stato ampiamente superato, ma non turba minimamente i leader dei governi occidentali, che pur ostentando la loro fede cristiana restano chiusi in un vile silenzio. Intanto lo stato di Israele, celebrato dai soliti opinionisti come avamposto della “civiltà occidentale”, “unica democrazia” del Medio-Oriente, umilia il Vaticano e si prende gioco delle ultime volontà di Papa Francesco.
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