Iran-Usa, la tregua vacilla, sullo sfondo l’ombra della Cina

Teheran minaccia di arricchire l’uranio al 90%, mentre Trump resta senza leve diplomatiche. Pechino può mediare, ma Taiwan rischia di diventare la vera contropartita geopolitica.

Michelangelo MetaFlusso Quotidiano
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ANSA

La tregua tra Stati Uniti e Iran sembra essere appesa ad un filo. L’inefficacia della diplomazia statunitense ha infatti alimentato uno stallo già esistente nelle trattative con la Repubblica Islamica, che ha minacciato di arricchire le proprie scorte di uranio al 90%. Quantità corrispondenti alla realizzazione della bomba, condizione inaccettabile per USA e Israele. Una dichiarazione d’intenti che si concretizzerebbe con l’interruzione della “fragilissima tregua” con il ricorso allo strumento militare da parte americana, congeniale all’accelerazione dei negoziati nella prospettiva di Donald Trump.

Quello nucleare, d’altra parte, rappresenta un nodo molto delicato sul quale non sono stati ancora riscontrati passi in avanti. La proposta americana di uno stop di 20 anni all’arricchimento dell’uranio iraniano non ha infatti trovato l’assenso di Teheran, resasi disponibile ad un rallentamento di 5 anni, per riprendere il programma nucleare con le clausole stabilite nel 2015. L’ipotesi di uno sblocco, tuttavia, potrebbe concretizzarsi con un ruolo svolto dalla Cina, che approfittando delle poche carte a disposizione del Presidente degli Stati Uniti in visita a Pechino, potrebbe proporsi come mediatrice tra le parti. Il costo? Taiwan. L’inflessibilità del Dragone su tale dossier, considerato una “questione interna”, è ormai un dato assodato. Una questione a cui la Repubblica Popolare guarda ormai da anni con una strategia di lungo termine, disposta a qualsiasi mezzo per il “riottenimento” di Formosa. L’atteggiamento ondivago di Donald Trump sulla questione, confermato con l’annuncio di un rinvio dell’ultimo carico di armi a Taipei, sembra così spianare la strada alle manovre cinesi, mostrando in tal modo un sottile fil rouge tra la questione iraniana e l’indipendenza di Taiwan.

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