Iran, il terrorismo di Stato che si alimenta nella guerra

Oltre 370 esecuzioni dall’inizio dell’anno, torture, confessioni estorte e impiccagioni pubbliche. La guerra di Trump e Netanyahu ha rafforzato la stretta repressiva del regime iraniano.

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

La guerra di Trump e Netanyahu ha reso ancora più crudele il regime teocratico-militare iraniano. E la sua repressione del dissenso. Dall’inizio dell’anno le esecuzioni in Iran sono state più di 370, secondo la ong Iran Human Rights, 101 solo nel mese di giugno. L’organizzazione dice di aver ricevuto segnalazioni di altre 400 esecuzioni che non ha potuto verificare e perciò non sono state inserite nel conto. Tra le vittime, 188 erano state condannate a morte per omicidio, 117 accusate di reati legati al traffico di droga, 55 erano state processate con accuse relative alla sicurezza nazionale in processi che le stesse Nazioni Unite definiscono arbitrari e ingiusti, senza un vero diritto alla difesa, in cui le confessioni vengono estorte con la violenza. Amnesty International ha documentato casi di maltrattamenti e torture sin dal 28 febbraio 2026, come finte esecuzioni, pistole infilate in bocca, percosse, sospensioni per le mani e per i piedi, isolamento prolungato e diniego di cibo e cure mediche.

L’organizzazione per i diritti umani ha esaminato 18 video, trasmessi in televisione prima del processo o in diversi casi il giorno dell’impiccagione, di “confessioni” estorte: nelle immagini si vedono persone visibilmente provate “confessare” di aver condiviso video di attacchi aerei con mezzi d’informazione stranieri. Amnesty International ha ricevuto denunce di svariate morti in custodia. Hesam Alaeddin era stato arrestato nell’aprile 2026 mentre chiedeva informazioni sul fratello, arrestato settimane prima per il possesso di attrezzature per la connessione via Starlink. Alcune settimane dopo, i familiari di Hesam Alaeddin hanno ricevuto una telefonata in cui gli si chiedeva di andare a ritirare il suo cadavere. Le autorità iraniane continuano a giustiziare persone nei luoghi pubblici di fronte a comuni cittadini, compresi i bambini.  La pena di morte, per di più esibita in pubblico, è una pratica barbara, la più crudele, disumana, degradante, terroristica. Un terrorismo di Stato.

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