Il voto al buio

Sull’Ucraina le coalizioni sfumano le differenze. Il maggioritario impone compromessi prima del voto, sottraendo agli elettori una scelta chiara.

Parlamento.jpg

ANSA

Nel recente dibattito parlamentare sulle comunicazioni di Meloni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, è apparso evidente che il nodo del sostegno militare all’Ucraina divide sia il centrodestra sia il centrosinistra. Gli unici a parlarne apertamente sono stati Futuro Nazionale, per contrastarlo, e Italia Viva e +Europa, per appoggiarlo. Tutte le altre forze di maggioranza (FdI, Lega, Forza Italia e Noi moderati) e di opposizione (PD, M5S, AVS), in un comprensibile sforzo di mediazione interna, hanno sfumato le loro posizioni utilizzando formule più vaghe.

A destra si parla di «sostegno multidimensionale» all’Ucraina, a sinistra, invece, di «tutte le forme di assistenza». Analoghe forme di «mediazione» si registrano anche sulla questione della «cessazione del fuoco». È facile immaginare che le coalizioni che si fronteggeranno alle prossime elezioni politiche manterranno e rafforzeranno sul conflitto russo-ucraino le stesse ambiguità emerse dal dibattito parlamentare. Di questo non possiamo fare loro una colpa, considerata la logica maggioritaria dell’attuale sistema elettorale.

Le forze politiche che non accettano di sfumare nell’ambiguità le loro posizioni sono fuori dalle coalizioni e i loro voti non conteranno niente. Il vero torto lo subiscono gli elettori e le elettrici, a cui viene sottratto il diritto di votare pro o contro posizioni chiare e nette. Con i sistemi elettorali maggioritari un’élite politica, con il supporto di un’élite mediatica, toglie ai cittadini la possibilità di scegliere tra opzioni chiare. Ne escono rafforzate le derive oligarchiche, ormai sempre più dominanti.

Si può obiettare che per governare un Paese le mediazioni sono necessarie. A meno che una singola forza politica non conquisti da sola la maggioranza, non si sfugge alla necessità di un compromesso politico. Il problema è se la mediazione si fa prima del voto o dopo le elezioni. Se si fa prima del voto perché il sistema è maggioritario, l’ambiguità è inevitabile. Se si fa dopo il voto e il sistema elettorale è proporzionale, la mediazione si fa conoscendo i reali orientamenti politici dei cittadini e il compromesso è sicuramente di migliore qualità.

Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa

Abbonati