Il Sud si ferma, il governo guarda altrove
Carburante esaurito e scaffali vuoti: la protesta degli autotrasportatori scuote il Meridione. L’opposizione rimetta al centro la questione meridionale.

Archivio Rinascita
Da quasi due settimane nel Sud del Paese, in particolare in Puglia, Calabria e Sicilia, è in atto una protesta degli autotrasportatori, che hanno dato vita a blocchi spontanei e organizzati (è il caso dei cinque giorni di sciopero proclamati da quelli siciliani) e che adesso potrebbe trasformarsi in una serrata in piena regola in tutta Italia. Le conseguenze sono state code ai rifornimenti con l’esaurimento del carburante in diverse province, scaffali dei supermercati progressivamente svuotati e non più riempiti, raccolta della spazzatura in tilt, stallo nelle produzioni agricole, come ad esempio quella dell’olio di oliva.
Sarebbero notizie da prima pagina, necessiterebbero di prese di posizione e dichiarazioni da parte della maggioranza e del governo, ma scorrendo le rassegne stampa dei giorni passati non si trova nulla o quasi. Soltanto dall’opposizione sono arrivate, negli ultimi giorni, parole di attenzione. È un film già visto: lo scorso anno, di fronte alla devastazione prodotta dal ciclone Harry in Sicilia, i tempi di reazione del governo più longevo della storia della Repubblica sono stati bradipeschi e i media mainstream si sono prontamente adeguati. La cosa si è ripetuta la scorsa estate, nei giorni del «caos aeroporti», dovuto all’eruzione dell’Etna, che ha coinvolto le aerostazioni del Meridione, e infine adesso, di fronte a un’emergenza che viene rimossa dal dibattito pubblico.
Sembra quasi che il Sud debba essere raccontato solo per le bellezze artistiche e naturali, che possa entrare nel dibattito nazionale solo quando si parla di mete turistiche e di ferie. Ma quando emergono le contraddizioni — le vertenze come quella dell’ex Ilva di Taranto, i ritardi infrastrutturali, i mancati investimenti per lo sviluppo industriale e agricolo, la carenza o l’assenza di servizi — il Meridione si racconta con fatica o non lo si fa affatto. Il Sud non pare avere un posto nell’agenda del governo, nonostante abbia garantito «riserve» importanti di consenso a questa maggioranza. Forse è arrivato il momento che la questione meridionale torni ad avere un ruolo e una forte rilevanza in quella dell’opposizione.
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