Il nuovo Likud di Netanyahu: fedelissimi, giustizia e destra kahanista

Le primarie premiano l’establishment bibista e i sostenitori della riforma giudiziaria, mentre arretrano le figure moderate e cresce il peso dell’estrema destra

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

Il «vecchio Likud» è morto: quello che fu guidato da personalità di destra ma perbene, come Menachem Begin, Yitzhak Shamir, Ehud Olmert e persino Ariel Sharon. La «sepoltura» ufficiale è avvenuta il 17 agosto con le primarie — relativamente bassa l’affluenza, il 53% dei 140mila iscritti — che hanno definito la lista dei candidati in vista del voto del 27 ottobre per rinnovare la Knesset.

Il «nuovo Likud» è il partito del «re», al secolo Benjamin Netanyahu. Avanti vanno i suoi fedelissimi, espressione del vecchio establishment «bibista», come la figura femminile di spicco del partito, Miri Regev, la ministra dei Trasporti che fa a gara con i suoi sodali di governo Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich a chi è più di destra.

I membri del Likud hanno ricompensato generosamente i «candidati silenziosi» che non fanno troppo rumore, come Ofir Katz ed Eli Cohen, che si sono classificati al primo posto, ma hanno anche riempito le prime posizioni con gli artefici e i sostenitori del colpo di mano giudiziario: Yariv Levin, ministro della Giustizia; Amir Ohana, presidente della Knesset; e Moshe Saada.

Coloro che avevano fatto da foglia di fico da statisti del Likud, Avi Dichter e Nir Barkat, sono stati esclusi dalla lista e sono caduti in disgrazia. L’ala kahanista di estrema destra del Likud ha scelto di rafforzare la propria presenza, puntando sul nuovo arrivato dal partito kahanista Otzma Yehudit, Almog Cohen: una figura molto apprezzata a destra, che incarna in modo «più soft» il legame tra kahanismo e Likud.

In definitiva, annota Ravit Hecht, analista politica di Haaretz: «Netanyahu ha ottenuto una lista che poggia sui due pilastri su cui può e vuole camminare: l’establishment silenzioso del Likud e il colpo di mano giudiziario». Netanyahu ha ancora cinque nomi a sua discrezione da inserire in lista.

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