Il nuovo fronte: Turchia e Israele, rotta di collisione in Siria

ANSA
Il peggio nel tormentato Medio Oriente non ha mai fine. La guerra contro l'Iran rischia di essere solo un leggero "antipasto" a fronte dello scenario da incubo che si sta prospettando: un conflitto generalizzato tra la Turchia e Israele. Le avvisaglie sono a dir poco inquietanti: i raid israeliani sulla pista e sui depositi della base turca di Abu al-Duhur, a circa 70 chilometri a est del confine turco, nella provincia di Idlib, in Siria. La reazione del "sultano" non si è fatta attendere. Dopo che a luglio scorso un tribunale turco ha emesso un mandato d'arresto per Netanyahu per l'aggressione alla Flotilla, ora il governo di Ankara ha annunciato di aver chiesto all'Interpol di inserire il premier israeliano nella lista dei ricercati. A ufficializzarlo è stato lo stesso ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, con un post pubblicato sui social. Netanyahu ha replicato come è il suo solito, ovvero alzando il livello dello scontro: "Erdogan – ha tuonato – è un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, dà rifugio ai terroristi di Hamas, occupa metà di Cipro e imprigiona un numero record di giornalisti e oppositori politici. Ora sta cercando di estendere in Siria la sua aggressione contro Israele. Israele non lo tollererà. Il patetico tentativo di Erdogan di intimidire i leader e i soldati di Israele, l'unica vera democrazia in Medio Oriente, non avrà successo". Dietro questa escalation di violenza verbale si annida qualcosa di molto più profondo: lo scontro tra potenze regionali per la definizione dei nuovi equilibri del Medio Oriente allargato. La guerra perpetua di Netanyahu ha portato Israele a estendere le operazioni militari in Siria e Libano, Paesi, soprattutto il primo, su cui da tempo la Turchia – secondo esercito della Nato, potenza militare che fa impallidire quella dell'Iran - ha manifestato le sue mire imperiali. L'allarme rosso è già scattato. Ed è un rosso fuoco. Esplosivo.
Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa
Abbonati