Il nuovo delirio di Donald Trump: ora nemmeno attaccare il Papa è più un tabù
Il presidente Usa si scaglia contro Leone XIV arrivando a millantare un ruolo nella sua elezione a pontefice. L’ennesima linea rossa superata che ancora non indigna i suoi alleati

ANSA
Ormai è Donald Trump contro tutti. Al centro di un nuovo, inedito, attacco da parte del presidente americano è finito Papa Leone XIV colpevole, secondo il tycoon, di aver criticato l’amministrazione Trump. In un lungo post sul suo social Truth, Trump ha duramente criticato dicendo di non volere «un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo quel che avevo promesso di fare» prima di millantare addirittura un ruolo nella sua scelta: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, se non fossi stato alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa». Un attacco diretto a cui il pontefice ha risposto dicendo di «non avere paura dell’amministrazione Trump». «Noi non siamo politici – ha detto Leone ai giornalisti - non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva ma come costruttori di pace».
Un attacco aperto al pontefice che rappresenta l’ennesima linea rossa superata da un presidente che, ormai da tempo, pensa di vivere in un mondo senza regole. O meglio, dove le regole le può fare a suo piacimento. L’ennesima uscita di Trump, però, rischia di creare una spaccatura ancora più profonda con gli alleati politici, raggruppati intorno all’eterno motto «Dio, patria e famiglia» che ora come minimo storcono il naso. Perché passino le guerre ma non le offese alla religione. Ed infatti subito hanno espresso solidarietà al papa la premier, Giorgia meloni, e Matteo Salvini che ha sottolineato come «attaccare Leone non è cosa intelligente e utile». Non ancora una critica aperta, ma accontentiamoci di un piccolo rimprovero per il tycoon.
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