Il NO digitale della ragazza di Voghera

ANSA
“La dieta informativa della ragazza di Voghera e dei suoi coetanei è più dinamica, più curiosa, più critica (nonché, ed è fondamentale, meno controllabile) rispetto a quella della matura casalinga che abita nel portone accanto”.
Queste semplici ma non indolori parole scritte da Michele Serra su la Repubblica di oggi equivalgono alla dichiarazione di resa dell’imperatore giapponese Hirohito, dopo le due bombe atomiche americane, nell’agosto del 1945. In realtà l’autore qualche sentore che la guerra fra giornalismo tradizionale e sistema digitale non andasse per il verso giusto per il primo lo aveva già avvertito, ma ora siamo dinanzi non solo al riconoscimento della potenza preponderante dell’antagonista, ma al fatto che alla base di questa mediamorfosi, potremmo dire, non c’è un complotto di gnomi della Silicon Valley, ma l’ambizione di autonomia e incontrollabilità delle nuove generazioni.
Ovviamente rimangono tutte aperte le questioni del dominio dei proprietari degli algoritmi e del modo con cui negoziare la sorveglianza imposta, ma i margini di intraprendenza individuali sono indubbiamente maggiori e, soprattutto, scrive Serra, fra la moderata casalinga di Voghera e la sua nipotina digitale è alla seconda che dobbiamo parlare per stare nel XXI secolo. Vorresti che ti proponessi tre titoli o preferisci il conteggio delle battute per questo brano?